Cambiamento climatico e mercato immobiliare

cambio climatico e immobili

Hai pensato alla relazione tra il cambiamento climatico e il mercato immobiliare? Probabilmente se non vivi in zone a rischio inondazioni, terremoti e altre calamità naturali non ci hai mai pensato.

Gli effetti del cambiamento climatico del nostro pianeta si fanno sentire in tutti i settori, e il mercato immobiliare non è da meno. Oggi vogliamo parlare di come questi cambiamenti incidono sul mercato immobiliare delle zone più a rischio.

Scende il valore degli immobili nelle zone costiere

Le zone costiere del mondo sono quelle più`affettate dai cambiamenti climatici. Qui gli immobili hanno visto precipitare il loro valore commerciale a causa dei rischi di inondazione, tsunami ed erosione.

Non è quindi una novità che se il livello del mare sale i prezzi delle case nella costa scendono. Questo perché negli anni, il rischio che le case ubicate in zone di prossimità alla costa si inondino e spariscano sotto il livello del mare, è sempre più una realtà.

La Gran Bretagna ha il territorio più a rischio

Nel nord dell’Inghilterra si trova la zona costiera con il più alto rischio di erosione d’Europa. E’ la costa dell’Holderness, dove le onde del mare hanno eroso già tra i sette e i dieci metri del litorale.

In Gran Bretagna si spendono 260 mila milioni di sterline ogni anno per riparare i danni dovuti dall’erosione della costa. Gli immobili a rischio di tutta la costa inglese sono ben 520 mila. Ma gli inglesi non sono gli unici a rischio. Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente la spesa pubblica dell’intero continente ammonterà a 5,4 miliardi di euro entro il 2020.

Italia: a rischio 7.500 km di costa

Gli esperti affermano che entro il 2100 Venezia diventerà una città subacquea. In Italia i rischi sono più alti che in altri paesi, considerando che abbiamo ben 7500 chilometri di costa. Ad oggi il 42% di costa bassa è già in stato di erosione. A peggiorare la situazione sono due fattori, da una parte la massificazione del turismo e dall’altra la massiccia urbanizzazione delle aree costiere. Il vento, le onde e la siccità fanno il resto.

I rischi hanno quindi portato ad una inevitabile svalutazione degli immobili nelle zone più colpite. Il settore immobiliare si sta però nella direzione preventiva, utilizza strumenti sempre più precisi valutare i rischi a seconda delle aree geografiche.

In tali zone, la valutazione immobiliare è accompagnata anche dalla valutazione dei rischi, che può alterarne il valore a lungo termine. E’ caso di piattaforme Americane come Jupiter ClimateScore Intelligence e Digital Coast che consentono di esplorare i rischi di determinate zone delle coste statunitensi. Siamo certi che strumenti del genere non tarderanno molto ad arrivare in Europa.

Il riscaldamento globale è una minaccia per gli immobili costieri

Si prevede che se il riscaldamento non si fermerà a 1,5 gradi Celsius il livello del mare si continuerà ad alzare, costringendo 280 milioni di persone del pianeta ad emigrare nell’entroterra.

In questa logica è quindi facile capire perché certi immobili delle zone marittime hanno visto precipitare i prezzi. D’altronde, tu compreresti una casa al mare, sapendo che in 10 o 15 anni potrebbe sparire?

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