Quando posso fare rumore a casa mia?

A che ora posso fare lavoro in casa in un condominio? Quali sono le fasce orarie per fare rumore?

orari lavori in casa

Partiamo dalla premessa che se si può fare rumore a casa non significa che questo non disturbi i nostri vicini. Ma certe volte, soprattutto quando dobbiamo ristrutturare casa ciò è inevitabile. Allora vediamo come agire dentro delle possibilità che ci offre al regolamentazione in vigore.

Ogni regolamento condominiale include una parte sugli orari per fare rumore nella propria abitazione, sia una festa di compleanno, le prove della band di tuo figlio, o la visione di un film in Dolby Surround per testare la potenza del suono. Generalmente vengono fissati degli orari che, se non riportati negli spazi comuni del condominio, potrai sapere semplicemente contattando l’amministratore.

Nella maggior parte dei casi si stabiliscono due fasce orarie, una alla mattina e una pomeridiana. Generalmente si permette di fare rumore dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 21.00.

Cani che abbaiano, bambini che urlano, radio a tutto volume, e litigate tra i coniugi possono portare a controversie non di poco conto tra vicini, ed in questo l’estate è forse il periodo più complicato per via delle finestre aperte. Ma niente di tutto ciò può disturbare quanto i lavori di ristrutturazione della casa del nostro vicino. Vediamo allora come comportarti e quando possiamo fare rumore se ristrutturiamo il nostro appartamento.

Quali sono gli orari consentiti per i lavori di ristrutturazione in casa?

Arriva quel periodo in cui dobbiamo ristrutturare casa, o fare dei piccoli lavori di manutenzione rumorosi e ci chiediamo se andremo a disturbare i vicini, soprattutto quando viviamo in un condominio.

Generalmente è consentito lavorare in casa con martelli, trapani e quant’altro serva a migliorare lo stato della casa dalle 8.00 del mattino fino alle 17.00, rispettando le fasce orarie pomeridiane di riposo. Il buon senso ci impone di escludere i giorni festivi e i fine settimana, anche se non in tutti i condomini viene proibito. Seppur questa sia la regola generale, raccomandiamo di informarti presso i rappresentanti amministrativi del tuo condominio sulle normative concordate.

Inoltre, se abbiamo esigenze particolari, ad esempio se possiamo lavorare solo la domenica, possiamo chiedere una deroga agli amministratori, i quali ne discuteranno con i condomini per decidere se concederla o meno.

Buona norma è sempre avvisare il vicinato con un cartello, in cui nei migliori dei casi ci scusiamo in anticipo per il disturbo e indichiamo gli orari in cui andremo a lavorare, conforme alle regole del condominio.

Il ricorso all’intervento del giudice

Quando i disturbi provocati dal rumore diventano una costante il vicino può rivolgersi alle autorità giudiziarie, ma attenzione, in questo caso non basterà portare le testimonianze dei condomini! Si dovrà provare il rumore attraverso una perizia fonometrica di un perito tecnico.

In questo caso il giudice potrà identificare la molestia del danno sonoro considerando tre elementi: la collocazione dell’appartamento, l’orario e la persistenza del rumore. Il giudice, se accerta l’illecito civile, può obbligare il colpevole ad insonorizzare casa e stabilire un risarcimento appellandosi all’articolo 2043 del codice civile.

Nei casi più gravi i rumori molesti possono trasformarsi in reato penale. Ricorrere a provvedimenti legali è una via che si sceglie di intraprendere quando il dialogo non funziona e quando il disturbo diventa intollerabile nell’ambiente circostante, ma i tempi legali possono essere molto lunghi. Per questa ragione, spesso conviene insistere su un accordo tra le parti fuori dai tribunali.

Differenza tra certificati energetici: APE, ACE e AQE

Quando si tratta di certificazioni energetiche, tra fra le tante leggi, definizioni ed acronimi, è facile sentirsi confusi e non sapere se si è già in possesso del documento giusto o meno. Sappiamo come ci si sente e per non lasciarti disperso nella complessa burocrazia delle proprietà immobiliari, abbiamo scritto per te questo blog. Durante la vendita di una casa è obbligatorio fornire la certificazione energetica dell’immobile. Qui di seguito ti spiegheremo qual è la differenza tra APE, ACE e AQE.

APE – Attestato di Prestazione Energetica

Iniziamo con la più recente: l’APE. L’acronimo significa Attestato di Prestazione Energetica ed è il documento con cui viene attualmente attestata la prestazione energetica di un edificio. È entrato in vigore dopo la legge 90/2013, che definisce le seguenti casistiche in cui è obbligatorio essere in possesso dell’APE:

  • Per la compravendita di un immobile,
  • In seguito a una donazione,
  • L’affitto dell’immobile,
  • La pubblicazione un annuncio,
  • Per una nuova costruzione,
  • O in seguito a una ristrutturazione che affetta più del 25% della superficie.
https://www.certificazioneenergeticasubito.it/normativa.php

ACE e scadenze

L’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) è, in parole povere, la versione meno aggiornata dell’attestato di prestazione energetica (APE). Entrambi gli attestati mostrano le stesse modalità di calcolo dell’efficienza energetica, ma l’APE è più specifico indicando anche:

  • la differenza tra climatizzazione invernale ed estiva,
  • il riscaldamento dell’acqua per servizi igienico sanitari,
  • la ventilazione,
  • l’illuminazione e la presenza di particolari impianti per il settore terziario.

Tutte queste informazioni non erano considerate rilevanti nella redazione dell’ACE.

Le certificazioni ACE, quindi quelle fatte prima di giugno 2013, sono considerate ancora valide, sempre che non siano trascorsi più di 10 anni dalla data di rilascio. Non viene considerato valido nel caso in cui siano stati effettuati lavori di ristrutturazione per migliorare la prestazione energetica dell’immobile.

AQE: differenza con ACE e APE

Invece, quando si parla di AQE si fa riferimento all’Attestato di Qualificazione Energetica, ed è uno strumento di controllo emesso durante i lavori di costruzione o ristrutturazione. Ma la differenza principale è la persona che emette il documento. L’AQE viene redatto dal progettista dell’edificio o dal direttore dei lavori durante la costruzione. Mentre l’APE viene redatto da un soggetto estraneo alla proprietà, chiamato Esperto Abilitato Indipendente, o certificatore energetico. In poche parole, l’AQE è un documento necessario solamente dichiarazione di fine dei lavori che sostituisce temporaneamente l’APE e non indica la classe energetica di riferimento, ma solo una proposta. Infine, l’AQE va consegnato va in Comune, mentre l’APE alla Regione.

Queste sono le differenze principali tra APE (attestato di prestazione energetica, ACE (certificazione energetica) e AQE (qualificazione energetica). Se vuoi saperne di più sul tema delle certificazioni, e in particolare sull’APE, segui il nostro blog o visita il post “che cos’è l’attestato di prestazione energetica”.

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Attestato di Prestazione Energetica: cosa devi sapere

Il mondo delle certificazioni energetiche è complicato e spesso ci si può confondere tra le varie direttive. Ma non preoccuparti perché è proprio per questo motivo che abbiamo deciso di spiegarti punto per punto tutto quello che devi sapere sull’Attestato di Prestazione Energetica degli edifici.

Cos’è l’APE

Prima di entrare nello specifico, partiamo dal capire che cos’è realmente l’APE e a cosa serve. L’Attestato di Prestazione Energetica di un edificio è un documento che indica in maniera trasparente le informazioni sulla qualità energetica di un immobile, sintetizzando il livello delle prestazioni energetiche dell’edificio.

Oltre ad essere obbligatorio nei casi che ti spieghiamo nel prossimo punto, l’APE non solo è utile per poter valutare la convenienza economica dell’immobile ma anche per suggerire un eventuale intervento di riqualificazione per migliorare la prestazione energetica.

Quando viene richiesto

L’importanza dell’APE viene spesso sottovalutata, ma si tratta effettivamente di una certificazione fondamentale in diversi casi. Con la legge 90/2013 sono state definite tutte le casistiche in cui è obbligatorio essere in possesso dell’attestato, tra cui le seguenti:

  • durante la compravendita dell’immobile;
  • in seguito a una donazione, quando la proprietà viene ceduta gratuitamente;
  • quando si affitta, è presente un’apposita clausola nel contratto di locazione;
  • nella pubblicazione degli annunci di vendita delle unità immobiliari;
  • per le nuove costruzioni;
  • in seguito a una ristrutturazione importante, con lavori che insistono su più del 25% della superficie.

Da chi e come viene redatto l’Attestato di Prestazione Energetica

Secondo la legge, l’Attestato di Prestazione Energetica può essere redatto solo da un soggetto accreditato che viene chiamato “certificatore energetico”, spesso si tratta di un ingegnere, un architetto o un geometra.

Il certificatore effettua un’analisi energetica sull’immobile attraverso l’uso di un software specifico, valutando le seguenti informazioni:

  • le caratteristiche geometriche dell’immobile,
  • il tipo di murature ed infissi,
  • la produzione di acqua calda,
  • la qualità dell’isolamento degli ambienti,
  • il tipo di impianto di riscaldamento e, se presente, raffreddamento,
  • ed eventuali sistemi che producono energia rinnovabile.

È importante sottolineare che il sopralluogo da parte del certificatore è assolutamente obbligatorio.

Quanto costa l’Attestato di Prestazione Energetica

Non esiste un prezzo fisso per la redazione dell’APE, ma possiamo dirti che in media il costo della prestazione si aggira tra i 150 e i 250 euro.

I prezzi possono variare molto da città a città, per questo motivo ti consigliamo di chiedere diversi preventivi prima di scegliere il certificatore, così da evitare un’eventuale truffa. Diffidate di chi propone un prezzo molto basso rispetto alla media della città e assicuratevi che la cifra comprenda già l’IVA e gli eventuali costi di spedizione dell’attestato.

Annunci pubblici

Se stai pubblicando un annuncio di vendita o affitto della tua proprietà, che sia privatamente o tramite un’agenzia immobiliare, assicurati che siano visibili la classe energetica e l’Indice di Prestazione Energetica Globale (EPgl). Quest’ultimo indica il consumo di energia per mq dell’immobile utile al riscaldamento invernale e dell’acqua calda, decisamente un importante dato da sapere per l’acquirente o l’affittuario prima di entrare in possesso dell’immobile. Ma soprattutto, in caso di mancanza di queste informazioni si può ricevere una sanzione tra i 500 e i 3000 euro… uomo avvisato, mezzo salvato!

Ora che hai avuto tutte le informazioni necessarie sull’Attestato di Prestazione Energetica, puoi iniziare a cercare un esperto per la redazione del tuo APE per essere tranquillo e 100% in regola con la burocrazia del tuo immobile.

Sai quanto costa vendere casa nel 2019?

Oltre ad essere una decisione importante, vendere casa può essere un processo lungo e complicato. Non solo per le visite, la negoziazione e la difficile burocrazia, ma anche per tutte le spese che comporta la vendita in sé.

Può sembrare strano, ma sì: vendere casa, costa! E non poco. Tra la plusvalenza, la messa in regola dei certificati dell’immobile e altre spese aggiuntive… vendere casa può diventare costoso.

Oggi nel nostro blog ti spieghiamo quali spese deve bisogna sostenere, così saprai perfettamente “quanto costa vendere la tua casa”.

Attestato di Prestazione Energetica

L’Attestato di Prestazione Energetica è un documento obbligatorio in qualsiasi atto implicante il trasferimento della proprietà di un’immobile. L’APE deve essere redatto da un tecnico specializzato ed abilitato e deve essere fornito a partire dalla pubblicazione dell’immobile, affinché il potenziale acquirente possa consultarlo in ogni momento.

Dato che il venditore è tenuto a sostenere ogni costo legato ad un’eventuale regolarizzazione dell’immobile, la redazione dell’attestato di prestazione energetica sarà a carico del proprietario. In media, in Italia, questa spesa si aggira attorno ai 150€.

Conformità catastale

Tra gli altri accertamenti, oltre all’APE, è necessario verificare che l’immobile sia in regola anche sotto gli aspetti urbanistici e catastali. È quindi bene assicurarsi che la planimetria depositata nel catasto corrisponda alla conformazione dell’immobile stesso. In caso risultino delle disuguaglianze, sarà compito del proprietario rivolgersi ad un tecnico esperto per regolarizzare l’immobile. Le spese, a suo carico, dipendono dall’intervento necessario quindi è difficile quantificarle in maniera generale.

Quanto costa vendere casa: le imposte

Quando si vende una casa, è possibile che lo Stato richieda di pagare delle imposte quando la vendita genera una plusvalenza. In poche parole, si parla di plusvalenza quando il prezzo di vendita dell’immobile è maggiore a quanto si è versato per l’acquisto della casa, ovvero quando la vendita genera un guadagno. 

L’imposta sulla plusvalenza si può pagare in due maniere:

  • Ordinaria: l’imposta viene cumulata con gli altri redditi imponibili e viene applicata la tassazione dell’Irpef in base ai diversi scaglioni di reddito;
  • Separata: viene applicata un’imposta fissa del 20% che deve essere versata direttamente dal notaio, se d’accordo con questo metodo di pagamento.

Il pagamento di questa imposta non è sempre obbligatorio, infatti non si è soggetti a tassazione sulla plusvalenza se si tratta di:

  • Immobile venduto dopo 5 anni dall’acquisto;
  • Immobile utilizzato come abitazione principale dal proprietario per più del 50% del tempo trascorso tra acquisto e vendita;
  • Immobile ricevuto in donazione o in eredità, a meno che il donatore non lo avesse acquistato in un periodo inferiore a 5 anni;
  • Immobile acquistato per successione.

Notaio

Secondo quanto definito dal Codice Civile, le spese notarili ed i costi accessori sono a carico dell’acquirente, il quale deve scegliere chi sarà il notaio che seguirà la trattativa. È però possibile che le due parti decidano di assegnare le spese notarili al venditore o di dividerle fra i due. Inoltre, nel caso in cui l’acquirente non effettui il pagamento del notaio, la spesa passerà a carico del venditore, in quanto il contratto definisce che entrambe le parti sono responsabili.

Quanto costa vendere casa : provvigione al mediatore

Se la vendita viene assistita da un agente immobiliare, allora sarà necessario tenere in considerazione tra le spese anche la quota che tocca al venditore. Di norma, in Italia, le spese di agenzia vengono divise a metà tra compratore e venditore.

Se desideri risparmiare, senza però rinunciare al servizio professionale di un esperto, puoi considerare di rivolgerti ad un’agenzia digitale come housefy, che offre tutti i servizi di una classica agenzia ma online e senza chiedere provvigioni.

Infine, nonostante sia una spesa aggiuntiva e non relativa alla burocrazia della compravendita, noi ti consigliamo di fare un piccolo investimento nell’arredamento della casa per rendere l’immobile più attraente agli occhi del compratore. Ad esempio, imbiancare tutta la casa con dei colori neutri o, magari, sostituire un vecchio divano con uno nuovo. È stato dimostrato che “abbellire” una proprietà prima delle visite permette di vendere la casa più velocemente.

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Quali documenti sono necessari per comprare una casa?

Quando si parla di comprare casa non si tratta solo di fare ricerche sui portali, organizzare visite, vedere l’immobile e scegliere qual è l’opzione che meglio si adatta alle proprie necessità. Dopo aver fatto la scelta, arriva la parte più complicata perché bisogna richiedere e preparare una complessa documentazione. Se questa fase viene gestita in autonomia, può portare confusione. Per questo riteniamo sia importante affidarsi a degli esperti che permetteranno di evitare perdite di tempo a causa di errori e incomprensioni della complicata burocrazia richiesta per la compravendita di una casa. Ecco qui di seguito un riassunto dei documenti necessari per comprare casa, per mettere chiarezza in questa complicata burocrazia.

Verifiche sull’immobile prima di comprare casa

Quelli che vengono elencati di seguito sono i documenti di cui avrete bisogno per verificare che l’immobile abbia tutte le carte in regola per essere acquistato.

Atto di provenienza

L’atto di provenienza è un documento che spiega come il proprietario è entrato in possesso dell’immobile, ad esempio perché lo ha acquistato, ma anche per successione o grazie a una donazione. È necessario leggerlo attentamente, poiché è possibile che si trovino delle servitù ancora valide.

Planimetria e relazione di conformità urbanistico catastale

La Planimetria Catastale è, in poche parole, la mappa dell’immobile che desidera acquistare. Si tratta di un disegno, in genere in scala 1:200, che mostra la suddivisione interna dei locali. Ad esempio, nella planimetria di una casa vengono mostrate le diverse stanze con le relative misure: ingresso, salotto, bagni, camere da letto, scale, giardino, terrazza, ecc.

Ma verificare solo la planimetria non basta, perché potrebbero nascondersi dietro alcune anomalie. Per questo è necessario disporre della Relazione Tecnica di Conformità Urbanistico Catastale, un dossier che contiene le informazioni sulla “storia” della casa, su com’è stata costruita, con quali permessi e quali trasformazioni sono state fatte nel corso degli anni. Se la planimetria non rispecchia i dati presenti nel catasto o nell’ufficio tecnico del comune dell’immobile, allora sarà necessario “sanarli”, rivolgendosi a un geometra o un architetto.

APE

L’Attestato di prestazione energetica dell’immobile (APE), comprende tutte le informazioni riguardanti la classe energetica della casa. Viene indicato anche il relativo IPE, ovvero l’Indice di Prestazione Energetica, il quale deve essere reso noto al momento della pubblicazione dell’immobile. In mancanza dell’Attestato di Prestazione Energetica, il trasferimento di proprietà di un immobile viene considerato nullo.

Visura ipotecaria

Prima di comprare una casa è necessario verificare se sono presenti ipoteche sull’immobile. In caso di ipoteca volontaria, potete procedere tranquilli poiché si tratta normalmente della tipica ipoteca iscritta dalla banca per poter concedere il mutuo. Se invece si tratta di un’ipoteca legale o giudiziale, consigliamo di rivolgersi al notaio e chiedere un suo parere, per evitare futuri inconvenienti.

Il certificato di agibilità immobile

Il Certificato di Agibilità immobile, che include anche le condizioni di abitabilità della casa, e deve contenere:

  • le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico dell’edificio dove si trova l’immobile;
  • le condizioni di sicurezza di tutti gli impianti installati nell’immobile;
  • la conformità dell’immobile al progetto di costruzione.

Inoltre, se si acquista in un condominio, consigliamo verificare se sono rimasti in sospeso degli oneri condominiali, che saranno a carico del proprietario fino al momento del rogito. È bene quindi leggere regolamento del condominio, non solo per le eventuali spese da saldare, ma anche perché potrebbero esserci regole molto strette che impediscono di ristrutturare l’appartamento o di cambiarne l’uso, per esempio da abitazione a ufficio o viceversa.

Mutuo per comprare casa

Molto probabilmente, per comprare una casa avrai bisogno di un mutuo, il quale richiede un atto notarile separato. Infatti, tra i documenti necessari per comprare casa, avrai bisogno di presentare anche un certificato della banca che concede il mutuo. In questo caso, bisognerà fornire alla banca gli estremi dell’abitazione, le proprie dichiarazioni di reddito o altre documentazioni che dimostrino la possibilità di spesa dell’acquirente.

Documenti per comprare casa

Il Contratto Preliminare di Compravendita

Il contratto preliminare di compravendita, chiamato anche compromesso, è l’atto in cui acquirente e venditore si impegnano a stipulare, in un momento successivo, il contratto definitivo di compravendita (rogito). In questo documento vengono indicati le condizioni dell’accordo, quindi il prezzo, i tempi e le modalità di pagamento, l’identificazione e le caratteristiche dell’immobile e la data ultima entro la quale verrà stipulato il rogito. Normalmente, insieme alla stipula del contratto preliminare viene versata da parte dell’acquirente una caparra confirmatoria, che verrà dedotta dal prezzo d’acquisto dell’immobile. È importante ricordare che questo compromesso rappresenta un’obbligazione reciproca tra acquirente e proprietario attuale, ma non trasferisce la proprietà dell’immobile, che rimane intestata al venditore fino alla stipulazione del rogito notarile.

Il Rogito

L’ultima fase della compravendita è il rogito, o meglio la firma dell’atto di acquisto di fronte al notaio. Si tratta, in poche parole, della versione ufficiale del contratto preliminare, di cui abbiamo parlato sopra. In questo atto vengono riportate tutte le informazioni relative alla compravendita, dagli estremi dell’immobile agli accordi tra venditore e compratore. Dopo la firma del rogito, la proprietà dell’immobile in questione passa nelle mani dell’acquirente.

Documenti per comprare casa, riassunto

Come vedi, l’iter di compravendita di una casa non è sempre un compito facile. Per non perderti e avere problemi durante il processo, la cosa migliore è chiedere aiuto a dei professionisti. Non rischiare di avere brutte sorprese durante uno degli acquisti più importanti della tua vita!

AVVERTENZE:
I contenuti di questa pagina si riferiscono a fattispecie generali. Si declina ogni responsabilità per errori e/o omissioni, nonché per un utilizzo improprio o non aggiornato delle informazioni contenute.

Vendere casa: come preparare la tua casa per una visita perfetta

Vendere casa risulta spesso e volentieri abbastanza complicato, e per questo noi di Housefy siamo qui per facilitare e velocizzare il processo di compravendita. Sappiamo però che uno dei momenti più importanti e cruciali durante la vendita è quello della visita a casa da parte del potenziale acquirente. Ma non preoccuparti, noi pensiamo a tutto e abbiamo deciso di darti alcuni consigli preziosi per prepararti al meglio e rendere la visita a casa perfetta.

Ordine e pulizia per una visita perfetta

L’impatto iniziale è sempre decisivo. Durante i primi 30 secondi della visita, un potenziale acquirente è in grado di farsi un’idea sulla tua casa: se l’impressione è negativa, sarà difficile fargli cambiare opinione. Il giorno della visita, come per la sessione fotografica, sarà un’occasione speciale per la tua casa e tutto dovrà essere in ordine e pulito.

Nel soggiorno, sistema i cuscini del divano, allinea le sedie vicino al tavolo e metti ogni cosa al proprio posto. In cucina, non lasciare nel secchiaio piatti sporchi ancora da lavare, e libera il tavolo e il piano cottura da ogni eccesso. Per quanto riguarda la zona notte, rifai i letti e assicurati di non lasciare vestiti, ciabatte o scarpe in giro per le camere da letto o i bagni. Se la casa verrà venduta arredata, assicurati di mettere in ordine anche gli interni dei mobili e degli armadi, così potrai mostrare la loro capienza. Infine, non dimenticare di riordinare anche eventuali ripostigli, mansarde o garage: nonostante non vengano usati quotidianamente, sono spazi importanti che aumentano il valore della casa.

Arredamento

Non limitarti a mettere in ordine ogni singolo angolo della casa, ma occupati anche dell’arredamento. Meno, è meglio. Rimuovi quegli elementi di arredo che sono superflui se vuoi far apparire la tua casa più spaziosa e metti da parte gli oggetti personali e tutto ciò che ritieni sia in eccesso da un punto di vista esterno. Così, potrai dare l’opportunità al compratore di immaginarsi già dove potrà collocare la sua foto preferita, sentendosi già a casa sua. Aggiungi invece qualche piccola decorazione più generica, come un semplice mazzo di fiori o una bella orchidea.

Illuminazione per una visita perfetta

Prima della visita, verifica il perfetto funzionamento di tutti gli interruttori e lampadine della casa. È importante mostrare che la casa sia luminosa, mettendo in risalto ogni suo angolo.

Inoltre, se possibile, ti consigliamo di pianificare la visita ad un orario in cui la luce del giorno possa entrare facilmente. Non dimenticare però di pulire perfettamente i vetri delle finestre, se no si vedranno gli aloni!

Valorizza i punti di forza

Seguendo la filosofia di Housefy, nessuno conosce la tua casa meglio di te. Mostra all’acquirente quali sono i punti migliori della tua abitazione: potrebbe essere un salotto particolarmente luminoso, una cucina spaziosa o funzionale, oppure la zona notte silenziosa ed isolata dai rumori esterni.

L’occhio vuole la sua parte, e bisogna sempre accontentarlo! Se segui i nostri consigli, la vendita dell’immobile sarà sicuramente più veloce. Nonostante la casa abbia diversi aspetti positivi, se non vengono mostrati non si possono apprezzare!

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Home Staging: come aggiungere valore alla tua casa in vendita

Quanti di voi sanno che cos’è l’Home Staging? Sicuramente molti non sanno bene a cosa ci riferiamo quando parliamo di questo concetto. Oggi parleremo di questa nuova tecnica che amerete, soprattutto per coloro che stanno cercando di vendere il vostro immobile e siete in attesa di concludere l’affare.

Di cosa si tratta?

L’Home Staging è una pratica diventata una moda molto in voga in Europa e che negli ultimi anni ha cercato di sfondare in Italia.

Si tratta di una tecnica che “mette in scena” la casa che verrà visitata. O meglio, l’obiettivo dell’Home Staging è che una casa sembri più attrattiva agli occhi del cliente.

Il meglio dell’Home Staging è che non richiede un grosso investimento di denaro. E’ dimostrato che una casa decorata in maniera gradevole, pulita e con un buon lavoro di fotografia permette di vendere la casa molto più facilmente rispetto ad un immobile che non attira l’attenzione. È per questo che sono sempre di più i proprietari che decidono di impiegare la tecnica dell’Home Staging.

Più precisamente questa nuova pratica cerca di depersonalizzare l’abitazione. Cioè?? Beh, al compratore solitamente non interessa la vita personale di chi vive in quella casa, ma piuttosto è interessato a come approfittare degli spazi della casa a modo suo. Al contrario, aggiungere quadri, piante o fotografie che non hanno niente a che fare con il proprietario rende la casa più attraente.

Appartamento di Housefy a Barcellona

Come si fa l’Home Staging?

Con molto poco si può fare tanto. Si, si. Come dicevamo, non è necessario un grosso investimento di denaro. Addirittura si possono utilizzare materiali di cartone perché le foto risultino piacevoli alla vista.

Senza dubbio, l’ideale è dedicarci un po’ di tempo e denaro. La cosa più importante di tutte è che si crei armonia tra le stanze. Non è complicato da mettere in pratica: da’ una veloce imbiancata, cambia alcuni mobili, utilizza piccoli elementi come quadri, fiori, candele… Tutto ciò che possa arredare la casa in maniera semplice, ordinata ed armoniosa, da far innamorare l’acquirente!

Appartamento di Housefy a Barcellona

Quali sono i vantaggi?

Molti sono i vantaggi dell’Home Staging. Ma, fra tutti, riteniamo che normalmente il potenziale acquirente faccia la sua decisione in maniera rapida, e la prima impressione della casa è ciò che influisce maggiormente nella sua scelta. Inoltre crediamo che l’Home Staging sia un’ottima alternativa per mostrare tutti quegli spazi ordinati e puliti della casa.

Infine, normalmente permette di aumentare il prezzo dell’immobile, o per lo meno, non lo fa diminuire. Un punto a favore per il venditore!

Pertanto, se stai pensando di vendere la tua casa, ma credi che l’apparenza della stessa non sia adeguata, non esitare a mettere in pratica questa tecnica! Pensa che l’immobile è un elemento che, come altri, deve essere bello da vedere. Quindi, più vistoso, in ordine e pulito è, più farà colpo sul futuro acquirente e prima farà il passo verso l’acquisto!

Sono piccoli e semplici passi possono migliorarti non solo la casa, ma anche la vita!

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Vendere casa online: pro e contro delle agenzie digitali

La vendita della casa è una delle transizioni economiche più importanti della nostra vita. Dal successo di questa vendita può dipendere la ricchezza che accumuleremo nei prossimi anni, il nostro livello di vita e il benestare dei nostri cari. È importante essere cosciente delle opportunità e rischi che comporta vendere un immobile. Esistono vari siti per vendere casa online, ma orientarsi nella scelta non sempre è facile. Di seguito, ti esponiamo i pro e contro di vendere una proprietà online attraverso un’agenzia immobiliare digitale.

Pro della vendita della casa online

Vendere casa online comporta una serie di vantaggi che ti andremo ad illustrare. Malgrado spesso le persone pensino che sia un processo complicato che supponga una certa conoscenza per farlo in maniera autonoma o fai da te, in realtà il processo è molto più semplice e fluido rispetto a quello delle tradizionali agenzie immobiliari.

Non paghi commissioni

Vendere una proprietà online significa affidarsi ad una immobiliare digitale, che normalmente comporta profitti più redditizi rispetto a farlo nella maniera tradizionale. Primo, perché non paghi commissioni, ma paghi solo un prezzo di servizio fisso che si aggira attorno ai 3000€, mentre un’agenzia tradizionale richiede il 4% di provvigioni, ossia circa 15.000€. Secondo, nonostante esistano modelli a pagamento anticipato, normalmente paghi solo se vendi.

Vendi casa velocemente

Vendere la tua casa online con una un’agenzia immobiliare digitale permette di sfruttare al massimo la tecnologia durante la compravendita di un’abitazione. Uno dei principali vantaggi è il tempo di vendita, notevolmente inferiore rispetta alla vendita tradizionale.

Trasparenza

Sono tanti gli utenti che si chiedono come vendere casa online, in realtà uno dei vantaggi è quello di essere seguiti da un esperto immobiliare durante tutto il processo e di poter conoscere in qualunque momento gli aggiornamenti. Grazie alla tecnologia, il cliente conosce tutti i processi di vendita della sua casa attraverso la rete ed in tempo reale. Ad esempio, può controllare quali attività sta portando avanti l’impresa, dando maggiore sicurezza e informazioni sul servizio offerto. Il proprietario può così seguire passo passo ogni momento del processo di vendita dell’immobile online.

Non esci di casa

La parola d’ordine è comodità! Vendi il tuo appartamento online senza muoverti da casa tua. Grazie alla tecnologia, non è necessario uscire dalla nostra casa per venderla. Né litigare con agenzie, agenti o avvocati… possiamo gestire tutto tramite canali digitali e telefonici. Persino le firme vengono digitalizzate.

I contro di vendere un immobile online

Meno attenzione presenziale

Le agenzie digitali non offrono un servizio così presenziale come quello di un’agenzia tradizionale. Quest’ultima usa un’altra metodologia di lavoro, più lenta e personalizzata, basata su un approccio presenziale. La maggior parte dei processi si realizzano offline e richiedono la presenza di un agente immobiliare. Ci sono persone che preferiscono questo tipo di servizio come alternativa alle nuove tecnologie.

Mostri tu la tua casa in vendita

Il servizio basico di un’agenzia digitale non include le visite a casa da parte di un agente immobiliare, perciò è il proprietario che organizza e realizza le visite. Quando decidi di vendere casa online sarai tu ad accompagnare gli acquirenti a visitare l’appartamento, mentre l’immobiliare penserà ad organizzare gli appuntamenti e a selezionare i compratori.

La maggior parte dei proprietari preferisce mostrare la casa di persona perché permette loro di risparmiare denaro e raggiungere risultati migliori malgrado ciò può essere considerato uno svantaggio se non si ha tempo sufficiente per assistere le visite.

Le agenzie immobiliari online stanno rivoluzionando il mercato

I vantaggi della vendita online della casa hanno portato sempre più proprietari ad affidarsi alle agenzie digitali. Questo tipo di business sta sicuramente cambiando la maniera di vivere l’esperienza sia del comprare sia nel vendere un immobile, ed il sistema dell’intero mercato immobiliare.

L’effetto inevitabile nel settore sarà sempre di più un modello di business conformato nella direzione dell’era digitale, della trasparenza, dell’abbattimento di barriere e di commissioni in percentuale. Se anche tu devi scegliere a chi affidarti per vendere il tuo appartamento online non pensarci più, e prendi la strada della nuova era immobiliare digitale.

Ricordati che l’agenzia immobiliare online è gratis fino a che non vendi l’immobile. Affidati ai nuovi professionisti dell’era immobiliare digitale e vendi velocemente e senza commissioni da far girare la testa! Se quindi ti abbiamo convinto e ti stai chiedendo dove vendere casa online clicca nel banner sotto, e scopri un mondo di opportunità.

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Proptech: cos’è e come sta cambiando il mercato immobiliare

Ormai sappiamo che, presto o tardi, le mode dei paesi anglosassoni arrivano anche in Italia. Ora è il turno del mercato immobiliare che, fra tutti, è quello che necessita di un cambiamento drastico. In passato, ci sono state problematiche che hanno sporcato l’immagine di questo settore, ed è qui che la proptech arriva e pone la soluzione, ottimizzando e regolarizzando tutta l’attività di compravendita delle case attraverso la tecnologia.

Che cos’è una proptech

Partiamo innanzitutto dal significato della parola. Proptech è un acronimo che unisce le parole inglesi propertye technology, implicando quindi un cambiamento tecnologico nel mercato immobiliare. Più in particolare, Proptech è il termine che utilizziamo per identificare tutte quelle startup che offrono prodotti innovativi tecnologici o nuovi modelli di business e nascono con l’intenzione di migliorare il settore immobiliare.

Negli ultimi anni

Quando parliamo di proptech, in generale, non ci riferiamo a un concetto completamente nuovo. La prima grande innovazione tecnologica nel mondo immobiliare è avvenuta con l’arrivo di portali online come casa.it, immobiliare.it o idealista.it, che solo nel 2012 avevano una media di 4 milioni di visite mensili, arrivando a circa 14 milioni nel 2017. Nonostante ciò, non ci sono stati grandi cambiamenti nel modello di negozio in questo settore. Le agenzie tradizionali hanno continuato ad adottare le loro pratiche, cambiando solamente la maniera di pubblicare gli annunci e mantenendo invariato il prezzo finale di vendita di una casa.

Le agenzie tradizionali

L’agente immobiliare si è sempre sentito comodo nel suo settore. Infatti, tutte le agenzie sopravvivono perché normalmente fanno pagare delle provvigioni che si aggirano attorno al 3%, sia per al venditore sia al compratore, per una media totale di circa 15.000 € per ogni vendita. Questo guadagno non solo permette loro di coprire le spese interne, ma anche di arricchirsi nonostante volumi di vendita molto bassi. 

L’arrivo della tecnologia e delle proptech

I tempi cambiano, e la tecnologia è uno dei fattori che provoca questo cambiamento in maniera radicale, portando soluzioni sempre più semplici, veloci ed economiche, ottimizzando le operazioni e rendendole il più trasparenti possibile. Così è come lavora una proptech, offrendo un servizio efficace, producendo risultati migliori e, soprattutto, ad un prezzo molto più basso rispetto al normale. Se da un lato vediamo una concorrenza sleale, dall’altro arriva una tecnologia che rompe gli standard tradizionali.

Alcuni esempi

Nel Regno Unito, l’agenzia immobiliare più importante è digitale. Ma ce ne sono molte altre. Per questo siamo convinti che il mercato italiano possa seguire gli stessi passi dei paesi anglosassoni, se non vuole rimanere indietro, non solo nella compravendita, ma su tutti i punti di vista del mercato immobiliare.

  • Realtà virtuale

Permetterà a venditori ed acquirenti di risparmiare migliaia di euro. Attraverso la realtà virtuale, gli immobili si potranno visitare con un visore che mostrerà il percorso all’interno di una casa senza la necessita di essere presenti fisicamente.

  • Big data

Chi non utilizza la tecnologia no potrà competere nel mercato che si sta avvicinando sempre di più. È indispensabile saper gestire immense quantità di dati per essere in grado di anticipare le tendenze.

  • Domotica

È un dato di fatto che le case, in un imminente futuro, funzioneranno attraverso l’Internet of Things, l’Intelligenza Artificiale o l’automatizzazione. Gli immobili che non saranno in grado di adattarsi a queste nuove tecnologie vedranno il loro valore abbassarsi in maniera precipitevole.

Il cambio nel nostro settore è già iniziato e non si può fermare. Ci sono solo due opzioni: cogliere l’attimo e adattarsi, o prepararsi a tempi difficili.

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7 consigli per comprare una casa usata migliore per te

La scelta di acquistare una casa di seconda mano può essere motivata da diverse ragioni: ci permette di risparmiare, è più veloce e per certi versi più pratico, considerando che spesso e volentieri la casa è completamente arredata.

È vero, “comprare casa usata” non suona così bene, ma è in realtà il metodo di compravendita di un immobile più diffuso in Italia e non solo, perché può portare a risultati davvero positivi in tempo breve. È certo però, che ci sono diversi accorgimenti da fare per evitare brutte sorprese dopo aver già realizzato l’acquisto.

Comprare casa usata: gli interni

Ricorda: col passare degli anni arrivano i danni! Infatti, il maggior rischio nell’acquisto di un’abitazione usata è trovare una casa dove non sono state fatte ristrutturazioni recenti e che, all’interno, ci siano diverse zone rovinate.

I pavimenti

Il pavimento è una delle parti della casa che più si usura col tempo. Guarda bene che le piastrelle non siano rotte e che i battiscopa siano in buone condizioni. Spesso capita che in appartamenti di città ci sia ancora la moquette, se decidi di cambiarla informati su quale tipo di pavimento c’è sotto e su quanto può valere l’operazione.

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Le pareti

Presta molta attenzione a tutte le pareti e al soffitto della casa: controlla che non ci siano crepe nei muri, infiltrazioni, muffe o umidità. Chiedi quando è stata fatta l’ultima imbiancatura e, se decidi di ritinteggiare, tieni in considerazione che i colori forti sono più difficili da coprire e, di conseguenza, il lavoro sarà leggermente più caro.

Inoltre, fai attenzione all’impianto elettrico, a quante prese ci sono in ogni stanza, di che tipo sono e dove sono situate.

Porte e finestre

Verifica che tutte le porte e le finestre si chiudano ed aprano perfettamente e che non ci siano maniglie rotte, ma soprattutto che isolino bene dalle temperature e rumori esterni. Inoltre, è un punto positivo se fanno entrare molta luce nell’abitazione e creano un ambiente ventilato.

Il bagno e la cucina

Se senti cattivi odoro può essere che le tubature dei bagni o della cucina siano rovinati o in cattivo stato. E ancora, controlla che i rubinetti si chiudano del tutto e che non ci siano perdite.

Efficienza energetica

Per quanto riguarda i consumi, devi sapere da quali materiali sono formate le fonti energetiche dell’immobile. I materiali più recenti permetto un risparmio di energia importante e abbassano il peso delle fatture, mentre quelli vecchi le rincarano. Anche su questo aspetto torna importante l’isolamento delle porte e finestre, che può permettere di risparmiare molto sulle spese energetiche.

Comprare casa usata: l’edificio e il quartiere

Edificio e spese condominiali

Se si tratta di un condominio, osserva bene anche le zone comuni dell’edificio verificando che non ci siano muffe, crepe o umidità. Chiedi se sono stati fatti recentemente dei controlli alla struttura e se sono previste delle spese condominiali extra, per eventuali lavori all’interno del palazzo.

Conosci il quartiere della casa usata

Se stai comprando una casa usata, risulterà vantaggioso conoscere la zona dell’abitazione, anche a livello urbanistico. Mettiti in contatto con il Comune locale per sapere se sono in programmi dei lavori di costruzione vicino alla casa.

Questi sono i nostri 7 consigli per comprare una casa usata, cercando di ridurre al minimo le brutte sorprese e rendere la compravendita il più trasparente possibile.