La parola agli esperti: mutuo acquisto casa

mutuo per comprare casa

Quando ci decidiamo a comprare un immobile, uno dei primi passi è la ricerca di un mutuo per la casa che si adatti alle nostre possibilità e alle nostre esigenze. Abbiamo intervistato Andrea Bellassai , consulente finanziario esperto del credito, e collaboratore di Housefy.

Andrea, cosa valutano le banche quando devono decidere se concedere o meno un mutuo ad un privato per l’acquisto della prima casa?

Attualmente  l’analisi del cliente  viene effettuata  a 360 gradi. Le banche infatti verificano la solvibilità del cliente in base al reddito, all’anzianità lavorativa e alla tipologia del reddito stesso  (dipendente o autonomo). In ultimo viene verificato il rapporto tra l’importo di mutuo richiesto e il prezzo di acquisto della casa.

Parlando di tassi di interesse dei mutui, credi che ora sia un buon momento per chiedere un mutuo alla banca?

Questo è il momento migliore per chiedere un mutuo in quanto siamo in un periodo di tassi ai minimi storici. Questo regime di tassi ormai è in vigore da qualche anno ed è destinato a mantenersi almeno fino a tutto il 2020 e parte del 2021. La risposta è quindi: assolutamente si, questo è il momento di comprare.

Consiglieresti il tasso variabile? Se si, a quali condizioni?

Visto il momento favorevole per ciò che concerne i tassi mi sentirei di consigliare il tasso fisso. Il tasso variabile lo considero adatto solo in presenza di importi di mutuo elevati dove la differenza di rata tra un fisso e un variabile comincia ad essere rilevante.

Ad oggi, credi che sia possibile richiedere un finanziamento totale del valore dell’immobile?

Attualmente il sistema bancario prevede al massimo  il finanziamento dell’80% del prezzo di acquisto della casa. Ci sono però delle eccezioni e delle operatività messe in atto da alcuni istituti bancari.

Queste operatività sono legate a un fondo statale che si chiama Consap, che prevede per il cliente la possibilità di ottenere un mutuo al 100%.  In questo caso il 50% del mutuo erogato  viene garantito da un fondo statale, quindi in sostanza sono operazioni meno rischiose per la banca rispetto a un po di tempo fa e contemporaneamente si fornisce un ottimo servizio al cliente che non deve avere ovviamente liquidi per acquistare.

Cosa consiglieresti alle persone che si apprestano a cercano un mutuo per comprare la loro prima casa?

Il mio consiglio in questo caso è di valutare non soltanto il prodotto in sé, ovvero il tasso (molto simile da banca a banca), ma anche tutto il regime delle spese accessorie, che possono variare tra le banche.

È molto importante per una corretta valutazione informarsi per ciò che concerne le tempistiche di rilascio della delibera reddituale del mutuo, perché questo consente al cliente una maggiore tranquillità nella sottoscrizione di una proposta di acquisto. 
Avere al proprio fianco un consulente del credito può aiutare il cliente a fare una più corretta valutazione degli elementi descritti sopra, al fine di scegliere il miglior prodotto di mutuo possibile in base alle proprie esigenze.

Nei tuoi 15 anni di carriera come consulente finanziario, cosa hai visto di più cambiare nel settore immobiliare?

A cavallo tra il 2011 e il 2012 c’è stato uno stravolgimento del settore finanziario e quindi nelle erogazione dei mutui, perché si è passato da un periodo in cui si finanziavano quasi tutte le richieste ad un periodo di blocco delle erogazioni.

Attualmente siamo in un periodo più “sano” dal punto vista finanziario, in quanto se un cliente ha i requisiti necessari non ha problemi nell’erogazione di un mutuo. Parimenti il settore immobiliare si è modificato avendo risentito anche della diminuzione dei prezzi degli immobili. Ciò ha consentito un progressivo aumento delle compravendite.

Come vedi il mercato immobiliare da qui a 10 anni?

Una maggiore professionalizzazione della figura dell’agente immobiliare, sia per quanto riguarda la creazione di nuovi strumenti di lavoro e di nuove operatività che le agenzie immobiliari potranno mettere a disposizione dei clienti. 

Questo si lega ad  una sempre maggiore connessione che dovrà esserci  tra il settore immobiliare e quello finanziario, che ha prodotto finora risultati buoni ma non in linea con quelle che sono le reali potenzialità del mercato.

Ci racconti un aneddoto che ti ha colpito particolarmente nel tuo lavoro?

Mi ricordo ancora un’operazione di mutuo che  ho gestito per un mio cliente circa due anni fa. Questo ragazzo, giovane di 30 anni insegnante precario aveva difficoltà ad accedere ad un mutuo e aveva perso ogni speranza dopo aver contattato senza successo varie banche. Alla fine è riuscito a comprare casa ed a ottenere il mutuo grazie alla mia consulenza. Fu un’ operazione finanziariamente molto complessa, ma che alla fine siamo riusciti a portarla a termine. 

Non mi scorderò mai nel momento in cui eravamo dal notaio a rogitare il pianto di gioia  di questo ragazzo che tra le lacrime mi disse : Andrea, questa casa è anche un po tua se ti devo dire la verità! Ci siamo fatti due risate insieme e ancora oggi sorrido al pensiero. 

Cosa si intende per abitazione principale?

Cosa significa abitazione principale ai fini del pagamento delle imposte sulla casa? Quali pertinenze vengono considerati abitazioni principale?

abitazione principale

Capire cosa significa abitazione principale è importante ai fini del pagamento di alcune fondamentale imposte e tasse sulla casa, in particolare sull’IMU e la TASI. Per cui esistono deduzioni quando si calcola il pagamento delle tasse relative all’immobile di proprietà.

Per abitazione principale si intende un immobile che abbia tre principali caratteristiche:

  • Possesso
  • Residenza anagrafica
  • Dimora abituale

Ciò significa che una casa per esser considerata abitazione abituale deve essere di tua proprietà, devi avere la residenza anagrafica presso quell’immobile, e deve essere la tua dimora abituale e quella della tua famiglia, cioè devi viverci abitualmente.

Se ad esempio, hai la residenza a Torino, ma per lavoro vivi a Milano, la casa di Torino non può esser considerata abitazione abituale.

Cos’è la pertinenza di un abitazione principale?

Probabilmente, all’ora di pagare le tasse sulla casa, avrai sentito parlare di pertinenze. Si definiscono così le unità complementari all’immobile, come per esempio il box auto, la cantina o il giardino.

Per legge, secondo l’art.13comma 2del D. L. n. 201, si definiscono pertinenze dell’abitazione principale ( o dimora abituale) quelle classificate nelle categorie catastali :

  • C/2 magazzini, cantine e soffitte
  • C/6 autorimesse, garage, box auto
  • C/7 tettoie

Ai fini del pagamento dell’IMU, solo una pertinenza paga le imposte come prima casa, quindi con detrazioni fiscali. Ad esempio, se un appartamento possiede due garage, solo uno dei due pagherà l’IMU con la detrazione dell’ abitazione principale, mentre per il secondo garage si pagherà le tasse come seconda casa.

Come si dimostra la dimora abituale?

Prima di tutto raccomandiamo di recarsi nel proprio comune e accertarsi di aver compilato i moduli relativi alla casa in cui si autocertifica che il proprio immobile ha i requisiti di abitazione principale di cui abbiamo parlato sopra.

Se la dichiarazione di dimora abituale non dovesse bastare, sarà necessario dimostrare che vivi abitualmente presso quella casa. Farlo non sempre è semplice, ma una recente sentenza della cassazione, pubblicata in marzo 2019, ha espresso che le bollette delle utenze possono bastare a dimostrare il carattere abituale. Cioè consumando luce, acqua, e gas si dimostra che stiamo abitualmente vivendo presso quell’indirizzo.

Vivere in un locale commerciale… L’alternativa agli affitti!

Si può vivere in locale commerciale? Posso adibire un ufficio in una abitazione? Tutto quello che c’è da sapere se si vuole vivere in un locale commerciale.

vivere in un locale commerciale

È possibile vivere in un locale commerciale? Di fronte ai prezzi esorbitanti degli affitti di oggi, soprattutto nelle grandi città come Roma e Milano, vivere in un ufficio o un negozio è un’idea a cui molti Italiani sicuramente hanno pensato.

In Italia non è illegale vivere in un locale commerciale, ma prevede delle limitazioni che dobbiamo considerare se vogliamo vivere, affittare o vendere un locale commerciale.

Vivere in locale commerciale è illegale?

Vivere in un locale commerciale, cioè in uno stabile classificato come A10 nei registri del catasto, non è consentito se per vivere intendiamo trasferire il proprio domicilio o residenza presso l’indirizzo in questione. Detto questo, nessuno può impedire di trascorrere la notte nell’ufficio, salvo restando eventuali molestie subite dai vicini.

Inoltre, vivere in un locale commerciale non prevede detrazioni sulle utenze come luce, acqua e gas come in caso delle abitazioni private. Gli immobili adibiti a negozi o uffici, pagano infatti un costo maggiore per le utenze e per l’ICI che nel caso di uffici non viene considerata prima casa.

Inoltre, non è possibile affittare o vendere un immobile adibito a negozio o ufficio per uso abitativo, se non si adatta l’ambiente per viverci. In caso di modifiche alla proprietà, solo dopo aver ottenuto il certificato di abitabilità è possibile vendere o affittare l’immobile ad uso abitativo.

Cosa devo fare per registrare un locale commerciale come abitazione? Una delle possibili soluzioni è cambiare la destinazione d’uso dell’immobile. Considerato che ottenere un certificato di abitabilità per un locale commerciale è molto difficile, l’unica alternativa è cercare di modificare lo spazio e trasformarlo in un’abitazione.

Quali altre caratteristiche sono necessarie?

Non solo è essenziale modificare la destinazione d’uso ma è prima di tutto necessario far sì che lo stabile abbia una serie di caratteristiche. Ad esempio, deve erigersi su terreno urbano, ovvero un terreno sul quale sia possibile costruire, e deve avere almeno un bagno con doccia o vasca. Inoltre, è fondamentale che la comunità dei residenti approvi le modifiche e dia il suo benestare.

A conti fatti, se decidi di vivere comunque in un immobile non residenziale ricordati che le spese delle bollette e il pagamento delle tasse sarà più alto rispetto a quello di una casa, e che non puoi trasferire il domicilio e la residenza in un immobile adibito ad uso commerciale.

In conclusione, sì è possibile vivere in un locale commerciale ma solo modificando legalmente la destinazione d’uso dell’immobile, ottenendo il certificato di abitabilità.

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Qual’è il costo di un atto notarile immobiliare?

Quanto costa un atto notarile? Le tasse, il costo del notaio e tutto quello che devi sapere sui prezzi del rogito quando copri casa.

costo atto notarile

Il costo di un atto notarile, o rogito, per la compravendita di una casa dipende da molti fattori, ed impossibile stabilire a priori un costo fisso. Le spese più rilevanti sono infatti quelle da versare allo stato e dipendono dal valore complessivo dell’immobile.

Avere i soldi per pagare una casa senza mutuo non significa quindi dover pagare solo la parcella del notaio, ma dovremmo far fronte ad una serie di imposte che variano dalla tipologia di immobile, dal suo uso e dal valore.

Come calcolare il costo del rogito per la prima e la seconda casa

Una delle classificazioni fondamentali per stabilire un preventivo sul costo dell’atto notarile è la distinzione tra prima e seconda abitazione. Infatti, se stiamo per comprare la nostra prima casa l’atto ci consterà meno. A partire dall’imposta di registro, calcolata sul valore sul valore catastale, viene calcolata sul 2% per la prima casa e sul 9% per la seconda.

Abbiamo già parlato delle tasse per l’acquisto della prima casa da pagare al momento del rogito in un precedente articolo del blog, quali appunto imposta di registro, imposta catastale e ipotecaria.

A queste spese, si aggiunge il pagamento dell’IVA in caso di acquisto dal costruttore, che sarà del 4% sul valore totale dell’immobile nel caso sia la nostra prima casa, e del 10% se si tratta della seconda.

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Quanto costa il notaio per registrare l’atto di compravendita?

Al costo dell’atto notarile si aggiunge la parcella destinata al notaio, che include il suo lavoro vero e proprio quale la convalida e la registrazione del contratto di vendita e dell’atto di mutuo qualora sia previsto.

Come molti pensano il lavoro del notaio è quello di mettere una firma. Quante volte pensiamo alle parcelle del notaio e pensiamo di aver sbagliato mestiere? In realtà ricordiamo che il notaio che fa il rogito è un pubblico ufficiale, unica figura accreditata per rendere valida e ufficiale la compravendita dell’immobile.

costo rogito atto notarile

Stabilire il costo del notaio, inteso come onorario professionale non è semplice, in quanto oggi il prezzo viene determinato dal libero mercato. Fattori come il prestigio delle studio notarile e le eventuali complessità dell’atto, come ipoteche e mutui, pignoramenti, usufrutto, etc… incidono sul costo finale della parcella.

Tuttavia, se dovessimo stipulare un costo medio, considerando l’esperienza dei nostri clienti, possiamo dire che il costo del notaio si aggira mediamente tra i 3000 e i 5000 Euro. Tali spese sono sempre da considerarsi a carico del compratore, insieme alle imposte precedentemente descritte.

Quali sono le tasse per l’acquisto della prima casa?

Come calcolare le tasse per l’acquisto della prima casa? Imposta di registro, ipotecaria e sostitutiva, ecco come sapere quante imposte pagare per la prima casa.

tasse acquisto prima casa

Coronare il sogno di comprare casa significa sostenere costi che vanno oltre l’apertura del mutuo e i costi notarili. Oggi parliamo nel blog di come calcolare le tasse per l’acquisto della prima casa, ovvero ciò che dovremmo pagare allo stato alla firma dell’atto di vendita.

L’importo da pagare varia in base alla tipologia del venditore e dell’immobile. Le tasse si dividono in imposta di registro, imposta catastale, imposta ipotecaria e sono da pagare nel momento in cui firmiamo il rogito davanti al notaio.

Come calcolare l’imposta di registro 2019 sulla prima casa?

L’imposta di registro viene calcolato attraverso una formula a partire dal valore catastale. Per ottenere il valore catastale sarà sufficiente consultare la visura catastale. La formula da applicare al valore è la seguente:

VALORE CATASTALE x 115 x 100

A questo importo dovremmo calcolare il 2% di IVA per l’acquisto della prima casa da privato. Mentre se acquistiamo l’immobile da un costruttore, ovvero se la casa è nuova, si applicherà il 4% di IVA all’importo ottenuto dalla formula.

Mentre l’imposta catastale per la prima casa ha costo fisso di 100€ se la casa si acquista da un privato, mentre sale a 200€ se si compra da un costruttore.

Imposte prima casa ipotecaria e catastale

Rientrano nelle tasse per l’acquisto della prima casa quella ipotecaria e quella catastale, sono imposte fisse che dipendono da chi compriamo l’immobile.

Se acquistiamo la prima casa da un privato pagheremo un costo fisso di 50€ per ciascuna imposta. Mentre se compriamo da un costruttore la quota sale a 200€ per ciascuna imposta. Quindi possiamo liberarci delle imposte ipotecarie e catastali con un totale di 100€ se acquistiamo da un privato, di 400€ se compriamo la prima casa da un’impresa di costruzioni.

Chi paga l’imposta sostitutiva sul mutuo?

L’imposta sostitutiva è da mettere in conto quando calcoliamo le tasse per l’acquisto della prima se questa prevede un mutuo, che si paga, come le imposte precedenti al momento della firma del rogito davanti al notaio. Si chiama sostitutiva perché si paga al posto delle imposte fisse di registro e ipocastali. In questo caso l’importo da calcolare, per la prima casa, è del 0,25% sul valore totale del muto.

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Come sapere se una casa è pignorata

Come sapere se una casa è pignorata? Piccole e semplici operazioni da fare prima di comprare una casa.

come sapere se una casa è pignorata

Quando decidiamo di comprare una casa è buona norma conoscere tutte le informazioni sull’immobile, specie se ci sono ipoteche o pignoramenti in corso. Si tratta di una cosa molto importante da sapere perché eviteremmo così una serie di problemi e costi in futuro.

Per farlo ci dobbiamo rivolgere al Registro Immobiliare presso l’Agenzia delle Entrate, all’Ufficio del Territorio, ente dello stato incaricato di archiviare ed aggiornare tutti gli atti relativi ai beni immobili nazionali. Tutte le informazioni relative alle compravendite, ipoteche e pignoramenti sono pubbliche, accessibili liberamente da ogni cittadino. Se quindi ti stai chiedendo come sapere se una casa è pignorata eccoti una breve guida sui passi da seguire.

Come richiedere la visura catastale di un immobile?

Per conoscere la “vita precedente” della casa che andremo a comprare, e quindi anche eventuali pignoramenti, è necessario richiedere un’ispezione attraverso la visura catastale. Prima di tutto devi richiedere i dati catastali dell’immobili all’agenzia o al proprietario e presentarti all’ufficio del Territorio dell’agenzia delle entrate richiedendo un’ispezione ipotecaria.

Questo è necessario per richiedere la visura catastale con cui sapere se l’immobile è pignorato o ha un’ipoteca in corso. Ma non solo, attraverso questa ispezione saremmo in grado di conoscere anche tutti i passaggi di proprietà della casa come donazioni e atti di compra vendita. Negli ultimi anni è possibile accedere alla procedura anche online attraverso la pagina web delle Agenzie delle Entrate seguendo le indicazioni riportate.

Sapere se un’immobile è pignorato viola le norme sulla privacy?

Sapere se una casa è pignorata è un diritto di tutti e non viola in alcun modo le normative sulla privacy. In questo modo la legge tutela i passaggi di proprietà degli immobili proprio per evitare brutte sorprese al compratore dopo l’acquisto.

Malgrado ciò, i dati contenuti nella visura catastale possono contenere dati sensibili sui precedenti o sull’attuale proprietario, per cui è fondamentale trattarli con la dovuta cura. Infatti non è permesso in alcun modo divulgare tali informazioni relative per esempio a cause giudiziarie passate o in corso, debiti, o ipoteche.

Se conoscere le informazioni dell’immobile che desideriamo comprare è un diritto tutelato e promosso dalla legge, sapere se la casa è pignorata è una raccomandazione che facciamo sempre.

Comprare casa da single o in coppia? Ecco le tendenze

Non sai ancora se è più conveniente comprare casa da single o se è meglio in coppia? Qui di seguito ti spieghiamo quali sono le ultime tendenze e come dare il giusto peso a tutti i pro e contro di questa importante decisione.

La società cambia in continuazione, è in continuo sviluppo e sono sempre di più le persone che decidono di comprare una casa propria. Ciò è dovuto da numerosi fattori, come il calo di matrimoni, dalla “moda dei single” e il ritardarsi dell’età in cui si diventa genitori. Queste situazioni danno la possibilità di risparmiare e, di conseguenza, di poter permettersi di acquistare un immobile da soli.

Al contrario, ci sono persone che preferiscono vivere e comprare casa in coppia. Queste solitamente non si trasferiscono finché non hanno una relazione sentimentale stabile. Sappiamo che la convivenza è una buona maniera per rafforzare e unire una relazione, anche se può diventare un vero e proprio problema.

Ognuno di noi ha una situazione personale diversa e pensiamo in modo differente. Per questo prima di prendere la decisione finale, dovresti riflettere e pensare cos’è più conveniente per il benessere tuo e delle persone che ti stanno attorno. Siamo coscienti del fatto che questa situazione sia complicata e comporti alcuni rischi a paure, per questo ti mostriamo qui di seguito alcune chiavi per aiutarti a fare la scelta giusta, la migliore per te.

Comprare casa in coppia

Prima di acquistare casa con la tua coppia, dovresti essere cosciente di diverse circostanze:

Innanzitutto, firmando la compravendita, dovete tenere in conto che il notaio aggiudicherà il 50% dell’immobile a ogni proprietario. Se viene avvisato del contrario, uno dei due pagherà di più rispetto all’altro. Entrambe le parti saranno responsabili del totale dell’ipoteca, nonostante una delle due parti possegga una quota della casa minore.

Nel caso in cui la coppia si separi, possono decidere un prezzo della casa: uno dei due pagherà all’altro la sua parte e in cambio rimarrà nella casa. Se non si mettono d’accordo, si ricorre a una tassazione o alla vendita della casa. Nel caso in cui nessuno dei due voglia rimanere in possesso della casa, generalmente viene messo in vendita e con il ricavato si cancella l’ipoteca. Una volta pagato il debito, se avanza del denaro verrà ripartito in base alla percentuale che aggiudicò il notaio ad ognuno dei proprietari.

Comprare casa da solo

Comprare una casa da solo può risultare più complicato, ma allo stesso tempo garantisce molti aspetti positivi. Prima di tutto, perché tutte le decisioni riguardanti la casa le prendi tu. Come distribuisci gli spazi o la gestione del consumo di luce, acqua ed elettricità…  tutto dipende da te. Ma soprattutto la scelta dell’arredamento, perché è un’ottima opportunità per poter definire e ribadire la tua personalità, dandoci l’opportunità di riscoprire sé stessi.

Nel caso in cui qualcuno venga a vivere con te, sarà il benvenuto! Ma, per certi versi, dovrà mantenersi alle tue regole e sarà in qualche maniera condizionato dal tuo stile di vita all’interno della casa. L’indipendenza e il fatto di comprare una casa da solo rappresentano un gran traguardo. Ciò significa assumersi molte responsabilità ma implica anche una grande sensazione di libertà che rafforza la propria autostima e autonomia.

Sappiamo che comprare casa è una decisione difficile e quando questa è una questione tra due persone, si può complicare ancor più. Speriamo di averti aiutato a risolvere alcuni dei tuoi dubbi e ti incoraggiamo a fare il grande passo, che sia esso comprare casa da single o in coppia!

Comprare casa a Milano: una città in continua evoluzione

Negli ultimi mesi Milano è stata protagonista di numerose discussioni, classificandosi al primo posto nello studio del Sole 24 Ore come migliore città dove vivere in Italia nel 2018. Se non ti sei ancora deciso a comprare casa a Milano, ti senti un po’ spaesato perché non conosci bene la città e hai bisogno di qualche indicazione… Sei capitato nel posto giusto! Continua la lettura per saperne di più!

Le migliori zone per comprare casa a Milano

Milano non è solamente piazza Duomo. Certo, è una zona incantevole della città, ma per certi versi un po’ troppo turistica per viverci. Negli ultimi decenni diverse aree della città hanno acquisito maggiore importanza, in particolare a livello economico.

La città sta cambiando, molti quartieri sono stati riqualificati, diventando zone esclusive e allargando il centro della città.

Questi, secondo noi, sono i quartieri più belli dove puoi acquistare casa a Milano:

  • Zona Tortona, il distretto del design per eccellenza, che durante il fuorisalone prende ancora più vita
  • Navigli, romantica e giovane allo stesso tempo, dopo aver dato un nuovo design alla famosa Darsena, questa zona ha ripreso vita;
  • Isola, un quartiere classico modernizzato con la costruzione del bosco verticale;
  • Porta nuova, nuovo come il quartiere metropolitano caratterizzato da piazza Gae Aulenti e l’imponente Unicredit Tower;
  • Zona Sempione, niente è meglio di una tranquilla passeggiata al parco prima di tornare a casa;
  • City life, con i celebri edifici progettati da Zaha Hadid, che rendono city life una vera e propria nuova città moderna e cosmopolita, dentro ad un’altra città.

Prezzi in crescita

La continua evoluzione della città però, fa aumentare i prezzi delle abitazioni, in particolare nelle zone in crescita. Una di queste è proprio quella che percorrerà la linea della nuova metro M4, la prima metro milanese che permetterà di raggiungere l’aeroporto di Milano. Infatti, data l’importanza di questa nuova tratta, diversi studi hanno analizzato il prezzo delle case che si trovano sulla nuova linea ed è risultato un incremento medio del 10% nel valore delle abitazioni situate in prossimità delle fermate della metro. Lo stesso fenomeno avvenne negli anni passati con l’arrivo della metro lilla, la M5.

Nonostante l’alto prezzo delle case, la vita della città meneghina lo compensa tutto, Milano ti dà tutto quello di cui puoi avere bisogno: lavoro e riposo, tranquillità e vita notturna, per non parlare degli innumerevoli eventi di ogni tipo.

E non ti preoccupare se pensi di non passare tutto il resto della tua vita in questa grande città: comprare ed essere proprietario di un immobile a Milano è un investimento a buon rendere, visto il suo dinamismo e le prospettive di crescita decisamente positive.

Cosa aspetti a comprare?

Quali documenti sono necessari per comprare una casa?

Quando si parla di comprare casa non si tratta solo di fare ricerche sui portali, organizzare visite, vedere l’immobile e scegliere qual è l’opzione che meglio si adatta alle proprie necessità. Dopo aver fatto la scelta, arriva la parte più complicata perché bisogna richiedere e preparare una complessa documentazione. Se questa fase viene gestita in autonomia, può portare confusione. Per questo riteniamo sia importante affidarsi a degli esperti che permetteranno di evitare perdite di tempo a causa di errori e incomprensioni della complicata burocrazia richiesta per la compravendita di una casa. Ecco qui di seguito un riassunto dei documenti necessari per comprare casa, per mettere chiarezza in questa complicata burocrazia.

Verifiche sull’immobile prima di comprare casa

Quelli che vengono elencati di seguito sono i documenti di cui avrete bisogno per verificare che l’immobile abbia tutte le carte in regola per essere acquistato.

Atto di provenienza

L’atto di provenienza è un documento che spiega come il proprietario è entrato in possesso dell’immobile, ad esempio perché lo ha acquistato, ma anche per successione o grazie a una donazione. È necessario leggerlo attentamente, poiché è possibile che si trovino delle servitù ancora valide.

Planimetria e relazione di conformità urbanistico catastale

La Planimetria Catastale è, in poche parole, la mappa dell’immobile che desidera acquistare. Si tratta di un disegno, in genere in scala 1:200, che mostra la suddivisione interna dei locali. Ad esempio, nella planimetria di una casa vengono mostrate le diverse stanze con le relative misure: ingresso, salotto, bagni, camere da letto, scale, giardino, terrazza, ecc.

Ma verificare solo la planimetria non basta, perché potrebbero nascondersi dietro alcune anomalie. Per questo è necessario disporre della Relazione Tecnica di Conformità Urbanistico Catastale, un dossier che contiene le informazioni sulla “storia” della casa, su com’è stata costruita, con quali permessi e quali trasformazioni sono state fatte nel corso degli anni. Se la planimetria non rispecchia i dati presenti nel catasto o nell’ufficio tecnico del comune dell’immobile, allora sarà necessario “sanarli”, rivolgendosi a un geometra o un architetto.

APE

L’Attestato di prestazione energetica dell’immobile (APE), comprende tutte le informazioni riguardanti la classe energetica della casa. Viene indicato anche il relativo IPE, ovvero l’Indice di Prestazione Energetica, il quale deve essere reso noto al momento della pubblicazione dell’immobile. In mancanza dell’Attestato di Prestazione Energetica, il trasferimento di proprietà di un immobile viene considerato nullo.

Visura ipotecaria

Prima di comprare una casa è necessario verificare se sono presenti ipoteche sull’immobile. In caso di ipoteca volontaria, potete procedere tranquilli poiché si tratta normalmente della tipica ipoteca iscritta dalla banca per poter concedere il mutuo. Se invece si tratta di un’ipoteca legale o giudiziale, consigliamo di rivolgersi al notaio e chiedere un suo parere, per evitare futuri inconvenienti.

Il certificato di agibilità immobile

Il Certificato di Agibilità immobile, che include anche le condizioni di abitabilità della casa, e deve contenere:

  • le condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico dell’edificio dove si trova l’immobile;
  • le condizioni di sicurezza di tutti gli impianti installati nell’immobile;
  • la conformità dell’immobile al progetto di costruzione.

Inoltre, se si acquista in un condominio, consigliamo verificare se sono rimasti in sospeso degli oneri condominiali, che saranno a carico del proprietario fino al momento del rogito. È bene quindi leggere regolamento del condominio, non solo per le eventuali spese da saldare, ma anche perché potrebbero esserci regole molto strette che impediscono di ristrutturare l’appartamento o di cambiarne l’uso, per esempio da abitazione a ufficio o viceversa.

Mutuo per comprare casa

Molto probabilmente, per comprare una casa avrai bisogno di un mutuo, il quale richiede un atto notarile separato. Infatti, tra i documenti necessari per comprare casa, avrai bisogno di presentare anche un certificato della banca che concede il mutuo. In questo caso, bisognerà fornire alla banca gli estremi dell’abitazione, le proprie dichiarazioni di reddito o altre documentazioni che dimostrino la possibilità di spesa dell’acquirente.

Documenti per comprare casa

Il Contratto Preliminare di Compravendita

Il contratto preliminare di compravendita, chiamato anche compromesso, è l’atto in cui acquirente e venditore si impegnano a stipulare, in un momento successivo, il contratto definitivo di compravendita (rogito). In questo documento vengono indicati le condizioni dell’accordo, quindi il prezzo, i tempi e le modalità di pagamento, l’identificazione e le caratteristiche dell’immobile e la data ultima entro la quale verrà stipulato il rogito. Normalmente, insieme alla stipula del contratto preliminare viene versata da parte dell’acquirente una caparra confirmatoria, che verrà dedotta dal prezzo d’acquisto dell’immobile. È importante ricordare che questo compromesso rappresenta un’obbligazione reciproca tra acquirente e proprietario attuale, ma non trasferisce la proprietà dell’immobile, che rimane intestata al venditore fino alla stipulazione del rogito notarile.

Il Rogito

L’ultima fase della compravendita è il rogito, o meglio la firma dell’atto di acquisto di fronte al notaio. Si tratta, in poche parole, della versione ufficiale del contratto preliminare, di cui abbiamo parlato sopra. In questo atto vengono riportate tutte le informazioni relative alla compravendita, dagli estremi dell’immobile agli accordi tra venditore e compratore. Dopo la firma del rogito, la proprietà dell’immobile in questione passa nelle mani dell’acquirente.

Documenti per comprare casa, riassunto

Come vedi, l’iter di compravendita di una casa non è sempre un compito facile. Per non perderti e avere problemi durante il processo, la cosa migliore è chiedere aiuto a dei professionisti. Non rischiare di avere brutte sorprese durante uno degli acquisti più importanti della tua vita!

AVVERTENZE:
I contenuti di questa pagina si riferiscono a fattispecie generali. Si declina ogni responsabilità per errori e/o omissioni, nonché per un utilizzo improprio o non aggiornato delle informazioni contenute.

7 consigli per comprare una casa usata migliore per te

La scelta di acquistare una casa di seconda mano può essere motivata da diverse ragioni: ci permette di risparmiare, è più veloce e per certi versi più pratico, considerando che spesso e volentieri la casa è completamente arredata.

È vero, “comprare casa usata” non suona così bene, ma è in realtà il metodo di compravendita di un immobile più diffuso in Italia e non solo, perché può portare a risultati davvero positivi in tempo breve. È certo però, che ci sono diversi accorgimenti da fare per evitare brutte sorprese dopo aver già realizzato l’acquisto.

Comprare casa usata: gli interni

Ricorda: col passare degli anni arrivano i danni! Infatti, il maggior rischio nell’acquisto di un’abitazione usata è trovare una casa dove non sono state fatte ristrutturazioni recenti e che, all’interno, ci siano diverse zone rovinate.

I pavimenti

Il pavimento è una delle parti della casa che più si usura col tempo. Guarda bene che le piastrelle non siano rotte e che i battiscopa siano in buone condizioni. Spesso capita che in appartamenti di città ci sia ancora la moquette, se decidi di cambiarla informati su quale tipo di pavimento c’è sotto e su quanto può valere l’operazione.

Comprare casa usata

Le pareti

Presta molta attenzione a tutte le pareti e al soffitto della casa: controlla che non ci siano crepe nei muri, infiltrazioni, muffe o umidità. Chiedi quando è stata fatta l’ultima imbiancatura e, se decidi di ritinteggiare, tieni in considerazione che i colori forti sono più difficili da coprire e, di conseguenza, il lavoro sarà leggermente più caro.

Inoltre, fai attenzione all’impianto elettrico, a quante prese ci sono in ogni stanza, di che tipo sono e dove sono situate.

Porte e finestre

Verifica che tutte le porte e le finestre si chiudano ed aprano perfettamente e che non ci siano maniglie rotte, ma soprattutto che isolino bene dalle temperature e rumori esterni. Inoltre, è un punto positivo se fanno entrare molta luce nell’abitazione e creano un ambiente ventilato.

Il bagno e la cucina

Se senti cattivi odoro può essere che le tubature dei bagni o della cucina siano rovinati o in cattivo stato. E ancora, controlla che i rubinetti si chiudano del tutto e che non ci siano perdite.

Efficienza energetica

Per quanto riguarda i consumi, devi sapere da quali materiali sono formate le fonti energetiche dell’immobile. I materiali più recenti permetto un risparmio di energia importante e abbassano il peso delle fatture, mentre quelli vecchi le rincarano. Anche su questo aspetto torna importante l’isolamento delle porte e finestre, che può permettere di risparmiare molto sulle spese energetiche.

Comprare casa usata: l’edificio e il quartiere

Edificio e spese condominiali

Se si tratta di un condominio, osserva bene anche le zone comuni dell’edificio verificando che non ci siano muffe, crepe o umidità. Chiedi se sono stati fatti recentemente dei controlli alla struttura e se sono previste delle spese condominiali extra, per eventuali lavori all’interno del palazzo.

Conosci il quartiere della casa usata

Se stai comprando una casa usata, risulterà vantaggioso conoscere la zona dell’abitazione, anche a livello urbanistico. Mettiti in contatto con il Comune locale per sapere se sono in programmi dei lavori di costruzione vicino alla casa.

Questi sono i nostri 7 consigli per comprare una casa usata, cercando di ridurre al minimo le brutte sorprese e rendere la compravendita il più trasparente possibile.