Quale percentuale del tuo reddito è giusto investire nell’affitto?

Quanto dello stipendio è giusto spendere per l’affitto? Meglio affittare o comprare casa? Ecco le stime degli esperti in Italia.

Il mercato immobiliare è cambiato di nuovo, ormai è un dato di fatto.  Fino a pochi anni fa assistevamo al crollo dei prezzi, alla chiusura di tante aziende. In quel periodo, molti professionisti del settore hanno perso il lavoro. Quest’anno, invece, è stato uno dei migliori per l’industria del mattone.

Per il mercato immobiliare è sicuramente una buona notizia. L’altra faccia della medaglia, però, è che i prezzi sono cresciuti in maniera esorbitante, soprattutto quelli degli affitti. Ci sono quartieri, come quello della Comasina a Milano, in cui i prezzi non hanno mai smesso di lievitare. E continuano a farlo.

Per questo, nel nostro blog oggi parliamo della percentuale del reddito che vale la pena destinare all’affitto. Con questo post scoprirai se stai spendendo troppo per l’affitto e se, dunque, potrebbe essere meglio comprare invece di affittare.

Quanto vale la pena spendere per l’abitazione?

Secondo le stime degli esperti sia per il mutuo o per l’affitto, non si deve spendere più del 28% del proprio reddito. Mentre secondo Idealista, attualmente la spesa attuale si aggira intorno al 30% del reddito annuale e arriva a toccare il 40% nelle grandi città.

Secondo i dati Istat del 2018 gli Italiani  spendono circa il 38% del proprio reddito per pagarsi l’affitto.  Naturalmente queste statistiche variano a seconda della regione: la Sardegna ha registrato gli affitti più alti con un prezzo medio di 15,46€ al mq, segue Valle d’Aosta con 14,89€, Lazio e Lombardia con prezzi medi al metro quadrato rispettivamente di 12,17€ e 12,08€.

MEDIA PREZZI AFFITTI-2
Dati today.it

Ciò nonostante, la cifra che si spende per la casa varia anche a seconda che si paghi un affitto o un mutuo. Da una ricerca di Info Data del Il Sole 24 Ore l’11,4% dei cittadini spende più del 40% del proprio reddito per pagarsi il mutuo. Una percentuale che si abbassa per chi vive in provincia e nelle campagna. Negli ultimi anni, però, questa cifra è cresciuta sensibilmente.

Meglio affitto o comprare casa?

Nella maggior parte dei casi, gli analisti concordano sul fatto che dipende dalla situazione specifica di ogni famiglia: dai risparmi, dalla situazione familiare, dal lavoro… Eppure, spesso il mutuo risulta più conveniente dell’affitto, specialmente in città come Roma e Milano.

Alcuni esperti sostengono che sia meglio comprare perché, una volta trovato il capitale necessario per la caparra e per le spese, l’acquisto sarebbe molto più conveniente dell’affitto.

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Come una proptech definisce il miglior prezzo di una casa

Oggigiorno il mercato immobiliare si schiera su due fronti: da una parte si trovano le agenzie tradizionali, che lavorano offline, e dall’altra troviamo le proptech: nuove agenzie digitali che stanno rivoluzionando il settore, offrendo la possibilità di definire il prezzo reale di una casa.

Innovazione

Quando parliamo di “nuove agenzie” non ci riferiamo agli ormai classici portali su cui vengono pubblicati gli annunci, ma a vere e proprie agenzie che lavorano online in cui il processo è seguito da intermediari professionali. Ma qual è il loro punto forte?

Molto semplicemente le agenzie digitali da un lato si occupano di ottimizzare, velocizzare e rendere più economico il processo di compravendita, e dall’altro raggiungono un alto livello di trasparenza, utilizzando le nuove tecnologie e sanificando il danno generato nel settore degli immobili durante gli ultimi decenni.

Il problema delle agenzie immobiliari tradizionali

Una delle maggiori problematiche del modello tradizionale è l’inflazione dei prezzi. Queste agenzie, lavorando con provvigioni, hanno interesse a vendere la casa ad un prezzo più alto rispetto a quello di mercato. Più la vendita è alta, maggiore sarà l’ingresso di denaro. Dato che fino ad ora tutte le agenzie hanno lavorato in questa maniera, i prezzi sono saliti alle stelle, soprattutto nei periodi di boom economico.

Ebbene, le agenzie immobiliari digitali hanno ideato una maniera per determinare il giusto valore di un immobile, attraverso l’uso dei Big Data. Un metodo che contribuisce a mantenere il mercato sano e stabile è quello del triplo controllo.

L’utilizzo dei Big Data per definire il prezzo di una casa

Nel primo controllo si utilizzano i Big Data, che indicano in un raggio di 500 metri da dove si trova l’immobile, quali solo le proprietà in vendita, a che prezzo e da quanti giorni lo sono. In funzione di quest’ultimo fattore, un algoritmo determina qual è il coefficiente di liquidità della zona.

Questi Big Data contengono: informazioni del catasto, formato dai dati di tutti gli immobili di Italia e le informazioni delle transazioni durante gli ultimi decenni, le informazioni di tutte le case in vendita in tutti i portali immobiliari e le informazioni di vendita interna.

Professionisti del settore

Durante il secondo controllo, tutte le informazioni ottenute dai Big Data vengono confrontate e analizzate da periti esperti del settore. Con i dati ottenuti, sommati all’esperienza dei nostri professionisti, la piattaforma mostra l’offerta iniziale di vendita della casa.

Infine, si realizza un terzo ed ultimo controllo. Una volta che l’immobile è in vendita, si usano le informazioni di tutti gli acquirenti di una zona e si quantifica il coefficiente d’interesse della casa. In funzione di questo dato – determinato da visualizzazioni, tasso di conversione, opinioni ricevute, ecc. – si determina la probabilità di vendita della casa che può andare dal 100% allo 0% in base alla qualità. Se questo valore è più basso del 50% significa che la casa non è al prezzo di mercato.

Un metodo vincente

Grazie a questa metodologia, le agenzie digitali non solo determinano il prezzo giusto per evitare l’inflazione del prezzo delle case in vendita, ma determinano anche il prezzo ideale perché l’immobile venga venduto in meno di 60 giorni, potendo così superare i registri delle agenzie immobiliari tradizionali.

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