Cosa sono i co-generatori energetici?

Si è parlato tanto di co-generatori energetici con l’uscita dell’ecobonus nel 2018, riconfermato per il 2019. La legge prevede importanti agevolazioni fiscali sugli interventi di riqualificazione sugli immobili, inclusi i sistemi di produzione energetica.

I micro-generatori, denominati anche sistemi MCHP (micro combined heating and power) sono dispositivi in grado di generare energia elettrica e termica utilizzando un’unica sorgente. Si tratta di sistemi già ampiamente utilizzati nelle produzioni industriali, ma in questo campo si presenta un problema non di poco conto, ovvero il grande dispendio di energia impiegato dalle industrie.

Infatti se per la produzione di energia elettrica domestica un co-generatore consuma meno di 50 kw di potenza, per una fabbrica richiede molta più energia che produce una alta quantità di calore, detto “scarto” che viene inviato a dei sistemi di raffreddamento per esser poi disperso.  

I vantaggi di installare un co-generatore a casa

I micro generatori utilizzati nelle abitazioni hanno invece il grande vantaggio di ottimizzare il calore prodotto per il riscaldamento dell’aria e dell’acqua dei sanitari, potendo anche rivendere ad un fornitore quella in eccesso non utilizzata.

Ma il grosso vantaggio di utilizzare un co-generatore nella propria abitazione è quello di ridurre i consumi, evitare gli sprechi e ottimizzare l’energia prodotta a casa propria. Ciò porterebbe non solo ad abbassare i costi delle bollette, ma anche a ridurre l’impatto ambientale. Per queste ragioni c’è un forte interesse da parte dei governi nel promuovere questi sistemi di nuova generazione nelle case degli europei, implementando politiche fiscali per agevolare tali cambi, visti gli alti costi di installazione.

Gli svantaggi dei micro-generatori

Non sempre i micro-generatori apportano vantaggi, è sempre bene valutare caso per caso, affidandosi a tecnici professionisti in grado di valutare i pro e i contro di una possibile installazione. Ecco gli svantaggi e i rischi da valutare prima di effettuare interventi di riqualificazione con un co-generatore:

  • Vicinanza della rete elettrica. Per funzionare bene ed è esser produttivo, l’abitazione deve trovarsi in prossimità della rete di distribuzione.
  • Alti costi. Installare un impianto del genere prevede una spesa di investimenti importante e di manutenzione costante, che è bene valutare caso per caso.
  • Combustibili fossili. Il combustibile più utilizzato è il gas metano, una risorsa con alti potenziale, ma il cui prezzo soffre spesso aumenti.

Quali sono le detrazioni fiscali ecobonus 2019 per la casa?

L’ecobonus è stato prorogato per il 2019. Vendiamo come funziona la detrazione fiscale e a cosa si applica secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate.

Per Ecobonus ci si riferisce alle detrazioni fiscali prevista dalla legge di bilancio per migliorare i sistemi energetici, ottimizzare i consumi, e riqualificare gli impianti di edifici e abitazioni. Una parte importante dei bonus sono previsti per l’acquisto di nuovi elettrodomestici a seguito di opere di ristrutturazione.

L’intento dei governi, con tali manovre fiscali, è appunto quello di favorire opere mirate al miglioramento dei sistemi che generano energia, per favorire la pulizia di impianti obsoleti ed eccessivamente inquinanti. Uno sforzo che sempre più rappresenta un’attenzione all’ambiente per gli enti e i governi di tutto il mondo.

La guida all’ecobonus 2019 dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha così aggiornato la guida allecobonus per il 2019. Vendiamo insieme quali sono i punti concentrandosi su quelli relativi alla riqualificazione energetica degli immobili. Le agevolazioni fiscali riguardano detrazioni applicate sull’ IRPEF nel caso di persone fisiche e sull’ IRES in caso di società.

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Le detrazioni fiscali dell’Ecobonus del 2019 sono riconosciute sulle spese per:

  • Riduzione energetica del riscaldamento
  • Interventi per migliorare l’efficienza termica dell’edificio
  • Installazione di pannelli solari
  • Impianti di climatizzazione invernale

Come funziona la detrazione ecobonus?

La percentuale di sconto, o detrazione fiscale si applica a seconda dell’anno in cui sono stati fatti gli interventi e a seconda che l’intervento riguardi la singola unità abitativa oppure l’intero edificio. Vendiamo nel dettaglio come funzionano le detrazioni in percentuale.

  • 55% dei costi sostenuti fino al 5 giugno 2013
  • 65% dei costi sostenuti dal 6 giugno 21013 al 31 dicembre 2019 per interventi sulle singole unità immobiliare. Lo sconto IRPEF si riduce al 50% per le spese di posa di finestre e infissi, schermatura solare, impianti di climatizzazione invernali, e caldaie.
  • 65% dei costi sostenuti dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2021 per gli edifici condominiali e le unità abitative.
  • 65% dei costi sostenuti dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2019 per l’installazione di micro co-generatori in sostituzione ai già esistenti fino ad un massimo di 100.000 Euro.

Agevolazioni ecobonus per elettrodomestici

La legge di bilancio 2019 ha inoltre confermato l’ecobonus per gli elettrodomestici, che spetta a chi ha eseguito lavori di ristrutturazione iniziati dal 2018 in posi.

Il bonus prevede una detrazione da applicare all’IRPEF del 50% sull’acquisto di cucine, frigoriferi, lavastoviglie di classe superiore all’A+, per i forni basta la classe A.

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I beneficiari di tale bonus fiscale sono proprietari, usufruttuari, nuda proprietà, affittuario, titolari di contratto in comodato d’uso, soci di cooperative che presentano la richiesta attraverso la dichiarazione dei redditi tramite modello 730 o Unico. L’importo complessivo dovrà esser ripartito in 10 rate annuali, partendo dall’anno in cui sono state effettuate le spese.

Molto importante, per usufruire delle detrazioni fiscali dell’ecobonus 2019 è fornire tutta la documentazione relativa alle opere di ristrutturazione, in particolare:

  • Dichiarazione inizio lavori all’Agenzia delle Entrate
  • Pagamento IMU
  • Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà sui lavoro dell’Ecobonus
  • Dichiarazione ASL con i dati dell’impresa incaricata di eseguire i lavori
  • Dichiarazione del consenso del proprietario
  • Domanda di accatastamento se l’immobile non è censito
  • Approvazione dei lavori dell’assemblea