Tasse vendita casa: quanto costa vendere un immobile?

Quante sono le tasse sulla vendita della casa del 2019? Quando siamo esonerati dalle tasse per la vendita sull’immobile?

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Uno dei primi dubbi di chi vende casa sono le tasse. I proprietari che si rivolgo a noi per mettere in vendita il proprio immobile ci chiedono sempre quali sono le tasse da pagare per la vendita dell’immobile a carica del venditore.

Generalmente il venditore non è tenuto a pagare alcuna tassa quando incassa i soldi della vendita di una sua proprietà, salvo alcuni casi. Vendiamo insieme i casi più comuni in cui è necessario il pagamento di imposte all’Agenzia delle Entrate e quando invece si è esenti.

Quando il venditore deve pagare tasse per la vendita di un immobile?

Le tasse per chi vende casa sono previste solo se l’abitazione è stata acquistata da meno di cinque anni, amenochè se negli anni tra l’acquisto e la vendita questa sia stata la sua abitazione principale, per il soggetto fisico che vende o per la sua famiglia.

Perché le tasse per la vendita della casa si applicano solo se non sono passati cinque anni dall’acquisto? Si tratta di una forma mirata a evitare che si generino speculazioni. Infatti è la plusvalenza generata da una vendita entro i 5 anni dall’acquisto ad esser soggetta a imposte dalla stato, ovvero la differenza tra il valore incassato e il valore d’acquisto dell’immobile.

Facciamo un esempio, se hai comprato casa l’anno scorso a 200.000 € e tra un anno lo rivendi a 250.000€ generi una plusvalenza di 50.000€, questa differenza di ricavo sarà quella tassata. Questo vale sempre che tu non abbia utilizzato l’immobile come abitazione principale.

Definizione di abitazione principale

Ai fini dell’applicazione delle tasse sulla vendita di una casa si definisce abitazione principale la dimora quotidiana di una persona che normalmente è quella riportata nelle informazioni anagrafiche.

Per determinare l’esenzione del versamento dell’IRPEF si considera abitazione principale la casa in cui il proprietario e la sua famiglia abbiano vissuto per la maggior parte del tempo nel periodo trascorso tra l’acquisto e la vendita dell’immobile. Fondamentale è, inoltre, che il contribuente lo possa dimostrare.

Quando il venditore di un immobile è esente dal pagamento delle tasse?

Riassumendo quando detto sopra il venditore non paga alcuna tassa quando:

  • Sono trascorsi almeno 5 anni dall’acquisto
  • Quando non sono ancora trascorsi 5 anni, ma dimostra che la casa è stata la prima abitazione per la maggior parte del tempo dall’acquisto alla cessione.

A questi due casi aggiungiamo anche l’esenzione delle tasse in caso di vendita di un immobile ricevuto per cessione o donato. Le tasse sulla vendita di una casa donata non sono previste anche se non sono trascorsi 5 anni dall’acquisto del donatore.

Quante tasse si pagano sulla vendita di una casa ?

Vediamo ora quali tasse sulla vendita di una casa tra privati nello specifico. La tassazione della plusvalenza sulla vendita dell’immobile sono di due tipologie: ordinaria e separata.

La tassazione ordinaria sulla plusvalenza si applica sul reddito complessivo in base agli scaglioni, cui si applica l’aliquota IRPEF. Fino a 15.000 € di reddito si versa un 23%; fino ad arrivare all’ultimo scaglione di reddito che prevede il versamento di un’aliquota del 43% in caso di reddito annuo superiore a 75.000€.

Aliquote IRPEF 2019
Aliquote IRPEF 2019. Fonte fiscoetasse.com

La tassazione separata può sostituire l’ordinaria e prevede invece il pagamento di un’imposta sostitutiva pari al 20% della plusvalenza generata al momento della vendita dell’immobile. Se decidi di avvalerti della tassazione separata sulla vendita dell’immobile, allora dovrai comunicarlo al momento dell’atto al notaio, e successivamente alle Agenzia delle Entrate.

La tassazione separata è sicuramente più convenitene per il contribuente, in quanto prevede un’imposta fissa sulla plusvalenza minore di quella prevista dal primo scaglione di reddito della tassazione ordinaria.

Tuttavia, il consiglio che diamo a tutti i proprietari che vendono casa con Housefy è, prima di tutto, di verificare quanti anni sono passati dall’acquisto delle immobile e il caso in cui rientrano tra quelli descritti sopra. Se hai bisogno di una consulenza gratuita sulla vendita della tua casa contattaci senza alcun impegno, il nostro team di esperti sarà felici di risolvere ogni tuo dubbio.

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Qual’è il costo di un atto notarile immobiliare?

Quanto costa un atto notarile? Le tasse, il costo del notaio e tutto quello che devi sapere sui prezzi del rogito quando copri casa.

costo atto notarile

Il costo di un atto notarile, o rogito, per la compravendita di una casa dipende da molti fattori, ed impossibile stabilire a priori un costo fisso. Le spese più rilevanti sono infatti quelle da versare allo stato e dipendono dal valore complessivo dell’immobile.

Avere i soldi per pagare una casa senza mutuo non significa quindi dover pagare solo la parcella del notaio, ma dovremmo far fronte ad una serie di imposte che variano dalla tipologia di immobile, dal suo uso e dal valore.

Come calcolare il costo del rogito per la prima e la seconda casa

Una delle classificazioni fondamentali per stabilire un preventivo sul costo dell’atto notarile è la distinzione tra prima e seconda abitazione. Infatti, se stiamo per comprare la nostra prima casa l’atto ci consterà meno. A partire dall’imposta di registro, calcolata sul valore sul valore catastale, viene calcolata sul 2% per la prima casa e sul 9% per la seconda.

Abbiamo già parlato delle tasse per l’acquisto della prima casa da pagare al momento del rogito in un precedente articolo del blog, quali appunto imposta di registro, imposta catastale e ipotecaria.

A queste spese, si aggiunge il pagamento dell’IVA in caso di acquisto dal costruttore, che sarà del 4% sul valore totale dell’immobile nel caso sia la nostra prima casa, e del 10% se si tratta della seconda.

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Quanto costa il notaio per registrare l’atto di compravendita?

Al costo dell’atto notarile si aggiunge la parcella destinata al notaio, che include il suo lavoro vero e proprio quale la convalida e la registrazione del contratto di vendita e dell’atto di mutuo qualora sia previsto.

Come molti pensano il lavoro del notaio è quello di mettere una firma. Quante volte pensiamo alle parcelle del notaio e pensiamo di aver sbagliato mestiere? In realtà ricordiamo che il notaio che fa il rogito è un pubblico ufficiale, unica figura accreditata per rendere valida e ufficiale la compravendita dell’immobile.

costo rogito atto notarile

Stabilire il costo del notaio, inteso come onorario professionale non è semplice, in quanto oggi il prezzo viene determinato dal libero mercato. Fattori come il prestigio delle studio notarile e le eventuali complessità dell’atto, come ipoteche e mutui, pignoramenti, usufrutto, etc… incidono sul costo finale della parcella.

Tuttavia, se dovessimo stipulare un costo medio, considerando l’esperienza dei nostri clienti, possiamo dire che il costo del notaio si aggira mediamente tra i 3000 e i 5000 Euro. Tali spese sono sempre da considerarsi a carico del compratore, insieme alle imposte precedentemente descritte.

Differenza tra catasto e conservatoria

differenza tra catasto e conservatoria

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Quando ci troviamo davanti all’acquisto di un immobile è necessario effettuare alcuni iter giuridici obbligatori, uno di questi è proprio l’iscrizione della proprietà alla conservatoria e al catasto.

Entrambe le operazioni prevedono di comunicare il passaggio di proprietà da un soggetto all’altro del bene, per averne una traccia e comunicarlo allo stato. Ma qual’è la differenza tra registro catastale e il registro della conservatoria?

Il registro catastale. Si può definire catasto una sorta di inventario di tutti i beni immobili esistenti sul territorio italiano e appartenenti a soggetti privati e pubblici.

Quindi a cosa serve il catasto? Il registro catastale è indicato per conoscere l’importi di alcune importanti tasse, come ad esempio l’IMU e l’Irpef. Lo stato utilizza i dati catastali per stipulare le proprie politiche economiche e per emettere leggi volte alla salvaguardia dell’ambiente. Inoltre, è una base di informazioni importanti per le agenzie immobiliari, al fine di ricavare importanti dati per realizzare studi sul mercato immobiliare.

La conservatoria dei registri è l’ufficio fisico presente in ogni regione d’Italia, in cui vengono archiviati i registri ipotecari e immobiliari nazionali. La sua funzione è quella di conservare, catalogare e rendere disponibili i passaggi di proprietà degli immobili. Qui è possibile ricavare informazioni aggiornate su pignoramenti, donazioni, ipoteche, e compravendite.

Qual’è la principale differenza tra catasto e conservatoria dei registri immobiliari?

I due concetti sembrano molto simili, ma qual’è la principale differenza tra catasto e conservatoria? Il catasto ha unicamente fini fiscali, in quanto spesso i notai non registrano gli atti di proprietà al registro catastale, e come abbiamo visto è utile per conoscere gli importi di alcune specifiche imposte.

Invece la conservatoria registra i passaggi di proprietà, e li tiene sempre aggiornati. Per cui se vogliamo conoscere lo stato di una proprietà dovremo accedere all’ufficio dei registri immobiliari della conservatoria e richiedere la visura ipotecaria che ci darà lo stato del bene, come proprietari, ipoteche in corso, ed eventuali pignoramenti.

A differenza del catasto, la conservatoria dei registri immobiliari ci fornisce prova certa della titolarità giuridica dell’immobile, sia esso soggetto pubblico o privato. Per questa ragione si dice che la conservatoria è probatoria.

Cosa fare se i dati del catasto non coincidono con quelli della conservatoria?

Nel tempo si sono verificate non poche discrepanze tra le informazioni del catasto e quelle nei registri della conservatoria delle proprietà sul territorio nazionale, per un mancato aggiornamento della base dati catastali. Il dato che più discrepanza vede tra i due uffici è proprio la planimetria della proprietà. Questo è dovuto soprattutto a lavori e migliorie degli immobili fatte nel tempo e non segnalate nel catasto.

Ciò ha generato non pochi problemi nelle operazioni di compravendita ed una aumento sproporzionato della burocrazia, tanto da portare il governo a stipulare un decreto con lo scopo di allineare le informazioni delle due banche dati.

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Il decreto legge 31/05/2010 n. 78

Ci ha pensato il Decreto legge del 31/05/2010 n. 78 ha provare a mettere un po di ordine, obbligando il cittadino proprietario di un immobile a correggere eventuali discrepanze di informazione tra i due registri. Il catasto ha messo a disposizione dei cittadini uno sportello presso gli Uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio in cui è possibile fare domanda per segnalare e correggere eventuali errori sul proprio immobile.

Visto l’obbligo imposto dalla legge, se ti accorgi di avere registrati dati discrepanti sulla tua casa nei registri catastali, il consiglio è quello di rivolgerti quanto prima all’ufficio del tuo territorio, lo puoi fare anche online sulle pagine governative dedicate. Inoltre, buona pratica è verificare se i dati sono corretti, specie se si è in procinto di vendere casa, o al momento di preparare la documentazione con il notaio.

Quali sono i documenti necessari per vendere casa?

Quali sono i documenti per vendere casa privatamente e con agenzia? Una semplice guida per orientarsi sulla documentazione necessaria per vendere un immobile.

documenti per vendere casa

Quando decidiamo di vendere casa non possiamo tralasciare la parte burocratica relativa all’elenco dei documenti per la vendita dell’immobile. Tante scartoffie? Si, ma con l’aiuto dei professionisti recuperare le carte e i documenti necessari sarà facile e ti risparmierà dolori di testa.

Raccogliere i documenti necessari per la vendita di casa tua è un passo preliminare obbligatorio, che non solo faciliterà le operazioni commerciali, ma sarà necessario per la stesura dell’atto di vendita presso al notaio, al momento del rogito. Parliamo di documenti obbligatori per vendere casa in quanto senza questi la stesura del rogito non avrebbe luogo.

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L’elenco dei documenti per la vendita di un immobile

Vediamo nel dettaglio quali sono i documenti per vendere casa obbligatori previsti dalla legge che deve presentare il proprietario all’atto del rogito, e che vengono normalmente richiesti dalle agenzie immobiliari.

Atto di Provenienza

Si tratta del documento prodotto al momento del rogito dal notaio che attesta e certifica la titolarità del proprietario, può quindi essere un atto notarile, privato oppure una sentenza giudiziale.

Visura catastale

La visura catastale è il documento che attesta le caratteristiche dell’immobile (categoria, classe, etc..) e quelle relativa alla “vita dell’immobile” come precedenti proprietari, modifiche della casa ed eventuali ristrutturazioni. Nella visura si potrà ricavare la rendita catastale che serve per calcolare le imposte a carico del compratore all’atto di compravendita. Se vendiamo casa, dobbiamo accertarci che la visura sia aggiornata e riporti le informazioni corrette.

Come ottenere la visura catastale? Se non siamo in possesso di questo documento ci toccherà richiederlo agli uffici Provinciali del Territorio, oppure da qualche anno anche sul sito web delle Agenzie delle Entrate.

Planimetria

La planimetria si ottiene con la visura catastale, ed è il documento con le informazioni relative a misure e locali dell’immobile. Quando otteniamo la planimetria dobbiamo accertarci che questa sia rasterizzata ciò che sia stata trascritta in maniera corretta dal notaio al momento dell’atto.

Foto di tecnicoweb.it

Come sapere se la planimetria è valida e dove richiederla se non la possediamo? Capire se la planimetria di casa nostra è valida per l’atto di vendita è molto semplice. Basta controllare che ai tre bordi del foglio ci siano i dati relativi alla registrazione, che significa che questa è stata correttamente trascritta al registro. Se non lo è, basterà richiedere un aggiornamento attraverso la presentazione di una denuncia di variazione al catasto. Se invece non possediamo la planimetria, o dobbiamo rifarla per aggiornare quella del catasto, sarà necessario rivolgersi ad un architetto o ad un geometra con costi che vanno dai 25 ai 35 €.

APE – Attestato Prestazione Energetica

Si tratta dell’attesto che accerta la classificazione energetica dell’immobile, ed necessario sia per la pubblicazione dell’annuncio, che per il rogito alla stesura dell’atto di compravendita. Se non si è possesso dell’APE lo si può richiedere presso un perito autorizzato con un costo di circa 100€ a carico del venditore, ed ha una validità di 10 anni.

Se è in un condominio quali sono i documenti per vendere un appartamento?

Oltre ai precedenti documenti citati, se la nostra proprietà di trova all’interno di un condominio, tra i documenti necessari per vendere casa dovremmo fornire anche il Regolamento di Condomino se l’edificio ha almeno 11 vicini. Nel regolamento ci sono le norme fondamentali del condominio.

La dichiarazione delle spese condominiali è l’altro documento necessario per vendere un appartamento, che attesta che le spese degli anni anteriori sono state regolarmente pagate dall’attuale proprietario.

I documenti per vendere casa privatamente e tramite agenzia sono uguali?

I documenti per vendere casa sopra descritti sono obbligatori sia nel caso tu decida di vendere da privato che con un’agenzia. La differenza sta nel fatto che un’agenzia ti potrà guidare sulle procedure per ottenere tali documentazioni, fornendoti i professionisti necessari per reperire tutta la documentazione che ti manca.

In Housefy, per esempio, quando un cliente vuole vendere casa e non ha idea di come reperire un certificato energetico, una visura catastale, o qualsiasi altro documento, i nostri professionisti accompagneranno il proprietario per fornirli le indicazioni e i contatti di zona per ottenere ciò che manca e agevolare le procedure, in maniera da orientarsi nel grande calderone della burocrazia immobiliare.

E’ importante fornire quante più informazioni possibili quando ci affidiamo ad un’agenzia immobiliare, perché queste non solo velocizzeranno i processi di vendita, ma contribuiranno alla pianificazione delle campagne pubblicitarie relative alla promozione dell’annuncio sui vari canali, aumentandone la qualità e la visibilità.

Differenza tra certificati energetici: APE, ACE e AQE

Quando si tratta di certificazioni energetiche, tra fra le tante leggi, definizioni ed acronimi, è facile sentirsi confusi e non sapere se si è già in possesso del documento giusto o meno. Sappiamo come ci si sente e per non lasciarti disperso nella complessa burocrazia delle proprietà immobiliari, abbiamo scritto per te questo blog. Durante la vendita di una casa è obbligatorio fornire la certificazione energetica dell’immobile. Qui di seguito ti spiegheremo qual è la differenza tra APE, ACE e AQE.

APE – Attestato di Prestazione Energetica

Iniziamo con la più recente: l’APE. L’acronimo significa Attestato di Prestazione Energetica ed è il documento con cui viene attualmente attestata la prestazione energetica di un edificio. È entrato in vigore dopo la legge 90/2013, che definisce le seguenti casistiche in cui è obbligatorio essere in possesso dell’APE:

  • Per la compravendita di un immobile,
  • In seguito a una donazione,
  • L’affitto dell’immobile,
  • La pubblicazione un annuncio,
  • Per una nuova costruzione,
  • O in seguito a una ristrutturazione che affetta più del 25% della superficie.
https://www.certificazioneenergeticasubito.it/normativa.php

ACE e scadenze

L’Attestato di Certificazione Energetica (ACE) è, in parole povere, la versione meno aggiornata dell’attestato di prestazione energetica (APE). Entrambi gli attestati mostrano le stesse modalità di calcolo dell’efficienza energetica, ma l’APE è più specifico indicando anche:

  • la differenza tra climatizzazione invernale ed estiva,
  • il riscaldamento dell’acqua per servizi igienico sanitari,
  • la ventilazione,
  • l’illuminazione e la presenza di particolari impianti per il settore terziario.

Tutte queste informazioni non erano considerate rilevanti nella redazione dell’ACE.

Le certificazioni ACE, quindi quelle fatte prima di giugno 2013, sono considerate ancora valide, sempre che non siano trascorsi più di 10 anni dalla data di rilascio. Non viene considerato valido nel caso in cui siano stati effettuati lavori di ristrutturazione per migliorare la prestazione energetica dell’immobile.

AQE: differenza con ACE e APE

Invece, quando si parla di AQE si fa riferimento all’Attestato di Qualificazione Energetica, ed è uno strumento di controllo emesso durante i lavori di costruzione o ristrutturazione. Ma la differenza principale è la persona che emette il documento. L’AQE viene redatto dal progettista dell’edificio o dal direttore dei lavori durante la costruzione. Mentre l’APE viene redatto da un soggetto estraneo alla proprietà, chiamato Esperto Abilitato Indipendente, o certificatore energetico. In poche parole, l’AQE è un documento necessario solamente dichiarazione di fine dei lavori che sostituisce temporaneamente l’APE e non indica la classe energetica di riferimento, ma solo una proposta. Infine, l’AQE va consegnato va in Comune, mentre l’APE alla Regione.

Queste sono le differenze principali tra APE (attestato di prestazione energetica, ACE (certificazione energetica) e AQE (qualificazione energetica). Se vuoi saperne di più sul tema delle certificazioni, e in particolare sull’APE, segui il nostro blog o visita il post “che cos’è l’attestato di prestazione energetica”.

Vendere casa online

Sai quanto costa vendere casa nel 2019?

Oltre ad essere una decisione importante, vendere casa può essere un processo lungo e complicato. Non solo per le visite, la negoziazione e la difficile burocrazia, ma anche per tutte le spese che comporta la vendita in sé.

Può sembrare strano, ma sì: vendere casa, costa! E non poco. Tra la plusvalenza, la messa in regola dei certificati dell’immobile e altre spese aggiuntive… vendere casa può diventare costoso.

Oggi nel nostro blog ti spieghiamo quali spese deve bisogna sostenere, così saprai perfettamente “quanto costa vendere la tua casa”.

Attestato di Prestazione Energetica

L’Attestato di Prestazione Energetica è un documento obbligatorio in qualsiasi atto implicante il trasferimento della proprietà di un’immobile. L’APE deve essere redatto da un tecnico specializzato ed abilitato e deve essere fornito a partire dalla pubblicazione dell’immobile, affinché il potenziale acquirente possa consultarlo in ogni momento.

Dato che il venditore è tenuto a sostenere ogni costo legato ad un’eventuale regolarizzazione dell’immobile, la redazione dell’attestato di prestazione energetica sarà a carico del proprietario. In media, in Italia, questa spesa si aggira attorno ai 150€.

Conformità catastale

Tra gli altri accertamenti, oltre all’APE, è necessario verificare che l’immobile sia in regola anche sotto gli aspetti urbanistici e catastali. È quindi bene assicurarsi che la planimetria depositata nel catasto corrisponda alla conformazione dell’immobile stesso. In caso risultino delle disuguaglianze, sarà compito del proprietario rivolgersi ad un tecnico esperto per regolarizzare l’immobile. Le spese, a suo carico, dipendono dall’intervento necessario quindi è difficile quantificarle in maniera generale.

Quanto costa vendere casa: le imposte

Quando si vende una casa, è possibile che lo Stato richieda di pagare delle imposte quando la vendita genera una plusvalenza. In poche parole, si parla di plusvalenza quando il prezzo di vendita dell’immobile è maggiore a quanto si è versato per l’acquisto della casa, ovvero quando la vendita genera un guadagno. 

L’imposta sulla plusvalenza si può pagare in due maniere:

  • Ordinaria: l’imposta viene cumulata con gli altri redditi imponibili e viene applicata la tassazione dell’Irpef in base ai diversi scaglioni di reddito;
  • Separata: viene applicata un’imposta fissa del 20% che deve essere versata direttamente dal notaio, se d’accordo con questo metodo di pagamento.

Il pagamento di questa imposta non è sempre obbligatorio, infatti non si è soggetti a tassazione sulla plusvalenza se si tratta di:

  • Immobile venduto dopo 5 anni dall’acquisto;
  • Immobile utilizzato come abitazione principale dal proprietario per più del 50% del tempo trascorso tra acquisto e vendita;
  • Immobile ricevuto in donazione o in eredità, a meno che il donatore non lo avesse acquistato in un periodo inferiore a 5 anni;
  • Immobile acquistato per successione.

Notaio

Secondo quanto definito dal Codice Civile, le spese notarili ed i costi accessori sono a carico dell’acquirente, il quale deve scegliere chi sarà il notaio che seguirà la trattativa. È però possibile che le due parti decidano di assegnare le spese notarili al venditore o di dividerle fra i due. Inoltre, nel caso in cui l’acquirente non effettui il pagamento del notaio, la spesa passerà a carico del venditore, in quanto il contratto definisce che entrambe le parti sono responsabili.

Quanto costa vendere casa : provvigione al mediatore

Se la vendita viene assistita da un agente immobiliare, allora sarà necessario tenere in considerazione tra le spese anche la quota che tocca al venditore. Di norma, in Italia, le spese di agenzia vengono divise a metà tra compratore e venditore.

Se desideri risparmiare, senza però rinunciare al servizio professionale di un esperto, puoi considerare di rivolgerti ad un’agenzia digitale come housefy, che offre tutti i servizi di una classica agenzia ma online e senza chiedere provvigioni.

Infine, nonostante sia una spesa aggiuntiva e non relativa alla burocrazia della compravendita, noi ti consigliamo di fare un piccolo investimento nell’arredamento della casa per rendere l’immobile più attraente agli occhi del compratore. Ad esempio, imbiancare tutta la casa con dei colori neutri o, magari, sostituire un vecchio divano con uno nuovo. È stato dimostrato che “abbellire” una proprietà prima delle visite permette di vendere la casa più velocemente.

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Vendere casa: come preparare la tua casa per una visita perfetta

Vendere casa risulta spesso e volentieri abbastanza complicato, e per questo noi di Housefy siamo qui per facilitare e velocizzare il processo di compravendita. Sappiamo però che uno dei momenti più importanti e cruciali durante la vendita è quello della visita a casa da parte del potenziale acquirente. Ma non preoccuparti, noi pensiamo a tutto e abbiamo deciso di darti alcuni consigli preziosi per prepararti al meglio e rendere la visita a casa perfetta.

Ordine e pulizia per una visita perfetta

L’impatto iniziale è sempre decisivo. Durante i primi 30 secondi della visita, un potenziale acquirente è in grado di farsi un’idea sulla tua casa: se l’impressione è negativa, sarà difficile fargli cambiare opinione. Il giorno della visita, come per la sessione fotografica, sarà un’occasione speciale per la tua casa e tutto dovrà essere in ordine e pulito.

Nel soggiorno, sistema i cuscini del divano, allinea le sedie vicino al tavolo e metti ogni cosa al proprio posto. In cucina, non lasciare nel secchiaio piatti sporchi ancora da lavare, e libera il tavolo e il piano cottura da ogni eccesso. Per quanto riguarda la zona notte, rifai i letti e assicurati di non lasciare vestiti, ciabatte o scarpe in giro per le camere da letto o i bagni. Se la casa verrà venduta arredata, assicurati di mettere in ordine anche gli interni dei mobili e degli armadi, così potrai mostrare la loro capienza. Infine, non dimenticare di riordinare anche eventuali ripostigli, mansarde o garage: nonostante non vengano usati quotidianamente, sono spazi importanti che aumentano il valore della casa.

Arredamento

Non limitarti a mettere in ordine ogni singolo angolo della casa, ma occupati anche dell’arredamento. Meno, è meglio. Rimuovi quegli elementi di arredo che sono superflui se vuoi far apparire la tua casa più spaziosa e metti da parte gli oggetti personali e tutto ciò che ritieni sia in eccesso da un punto di vista esterno. Così, potrai dare l’opportunità al compratore di immaginarsi già dove potrà collocare la sua foto preferita, sentendosi già a casa sua. Aggiungi invece qualche piccola decorazione più generica, come un semplice mazzo di fiori o una bella orchidea.

Illuminazione per una visita perfetta

Prima della visita, verifica il perfetto funzionamento di tutti gli interruttori e lampadine della casa. È importante mostrare che la casa sia luminosa, mettendo in risalto ogni suo angolo.

Inoltre, se possibile, ti consigliamo di pianificare la visita ad un orario in cui la luce del giorno possa entrare facilmente. Non dimenticare però di pulire perfettamente i vetri delle finestre, se no si vedranno gli aloni!

Valorizza i punti di forza

Seguendo la filosofia di Housefy, nessuno conosce la tua casa meglio di te. Mostra all’acquirente quali sono i punti migliori della tua abitazione: potrebbe essere un salotto particolarmente luminoso, una cucina spaziosa o funzionale, oppure la zona notte silenziosa ed isolata dai rumori esterni.

L’occhio vuole la sua parte, e bisogna sempre accontentarlo! Se segui i nostri consigli, la vendita dell’immobile sarà sicuramente più veloce. Nonostante la casa abbia diversi aspetti positivi, se non vengono mostrati non si possono apprezzare!

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Vendere casa online: pro e contro delle agenzie digitali

La vendita della casa è una delle transizioni economiche più importanti della nostra vita. Dal successo di questa vendita può dipendere la ricchezza che accumuleremo nei prossimi anni, il nostro livello di vita e il benestare dei nostri cari. È importante essere cosciente delle opportunità e rischi che comporta vendere un immobile. Esistono vari siti per vendere casa online, ma orientarsi nella scelta non sempre è facile. Di seguito, ti esponiamo i pro e contro di vendere una proprietà online attraverso un’agenzia immobiliare digitale.

Pro della vendita della casa online

Vendere casa online comporta una serie di vantaggi che ti andremo ad illustrare. Malgrado spesso le persone pensino che sia un processo complicato che supponga una certa conoscenza per farlo in maniera autonoma o fai da te, in realtà il processo è molto più semplice e fluido rispetto a quello delle tradizionali agenzie immobiliari.

Non paghi commissioni

Vendere una proprietà online significa affidarsi ad una immobiliare digitale, che normalmente comporta profitti più redditizi rispetto a farlo nella maniera tradizionale. Primo, perché non paghi commissioni, ma paghi solo un prezzo di servizio fisso che si aggira attorno ai 3000€, mentre un’agenzia tradizionale richiede il 4% di provvigioni, ossia circa 15.000€. Secondo, nonostante esistano modelli a pagamento anticipato, normalmente paghi solo se vendi.

Vendi casa velocemente

Vendere la tua casa online con una un’agenzia immobiliare digitale permette di sfruttare al massimo la tecnologia durante la compravendita di un’abitazione. Uno dei principali vantaggi è il tempo di vendita, notevolmente inferiore rispetta alla vendita tradizionale.

Trasparenza

Sono tanti gli utenti che si chiedono come vendere casa online, in realtà uno dei vantaggi è quello di essere seguiti da un esperto immobiliare durante tutto il processo e di poter conoscere in qualunque momento gli aggiornamenti. Grazie alla tecnologia, il cliente conosce tutti i processi di vendita della sua casa attraverso la rete ed in tempo reale. Ad esempio, può controllare quali attività sta portando avanti l’impresa, dando maggiore sicurezza e informazioni sul servizio offerto. Il proprietario può così seguire passo passo ogni momento del processo di vendita dell’immobile online.

Non esci di casa

La parola d’ordine è comodità! Vendi il tuo appartamento online senza muoverti da casa tua. Grazie alla tecnologia, non è necessario uscire dalla nostra casa per venderla. Né litigare con agenzie, agenti o avvocati… possiamo gestire tutto tramite canali digitali e telefonici. Persino le firme vengono digitalizzate.

I contro di vendere un immobile online

Meno attenzione presenziale

Le agenzie digitali non offrono un servizio così presenziale come quello di un’agenzia tradizionale. Quest’ultima usa un’altra metodologia di lavoro, più lenta e personalizzata, basata su un approccio presenziale. La maggior parte dei processi si realizzano offline e richiedono la presenza di un agente immobiliare. Ci sono persone che preferiscono questo tipo di servizio come alternativa alle nuove tecnologie.

Mostri tu la tua casa in vendita

Il servizio basico di un’agenzia digitale non include le visite a casa da parte di un agente immobiliare, perciò è il proprietario che organizza e realizza le visite. Quando decidi di vendere casa online sarai tu ad accompagnare gli acquirenti a visitare l’appartamento, mentre l’immobiliare penserà ad organizzare gli appuntamenti e a selezionare i compratori.

La maggior parte dei proprietari preferisce mostrare la casa di persona perché permette loro di risparmiare denaro e raggiungere risultati migliori malgrado ciò può essere considerato uno svantaggio se non si ha tempo sufficiente per assistere le visite.

Le agenzie immobiliari online stanno rivoluzionando il mercato

I vantaggi della vendita online della casa hanno portato sempre più proprietari ad affidarsi alle agenzie digitali. Questo tipo di business sta sicuramente cambiando la maniera di vivere l’esperienza sia del comprare sia nel vendere un immobile, ed il sistema dell’intero mercato immobiliare.

L’effetto inevitabile nel settore sarà sempre di più un modello di business conformato nella direzione dell’era digitale, della trasparenza, dell’abbattimento di barriere e di commissioni in percentuale. Se anche tu devi scegliere a chi affidarti per vendere il tuo appartamento online non pensarci più, e prendi la strada della nuova era immobiliare digitale.

Ricordati che l’agenzia immobiliare online è gratis fino a che non vendi l’immobile. Affidati ai nuovi professionisti dell’era immobiliare digitale e vendi velocemente e senza commissioni da far girare la testa! Se quindi ti abbiamo convinto e ti stai chiedendo dove vendere casa online clicca nel banner sotto, e scopri un mondo di opportunità.

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Proptech: cos’è e come sta cambiando il mercato immobiliare

Ormai sappiamo che, presto o tardi, le mode dei paesi anglosassoni arrivano anche in Italia. Ora è il turno del mercato immobiliare che, fra tutti, è quello che necessita di un cambiamento drastico. In passato, ci sono state problematiche che hanno sporcato l’immagine di questo settore, ed è qui che la proptech arriva e pone la soluzione, ottimizzando e regolarizzando tutta l’attività di compravendita delle case attraverso la tecnologia.

Che cos’è una proptech

Partiamo innanzitutto dal significato della parola. Proptech è un acronimo che unisce le parole inglesi propertye technology, implicando quindi un cambiamento tecnologico nel mercato immobiliare. Più in particolare, Proptech è il termine che utilizziamo per identificare tutte quelle startup che offrono prodotti innovativi tecnologici o nuovi modelli di business e nascono con l’intenzione di migliorare il settore immobiliare.

Negli ultimi anni

Quando parliamo di proptech, in generale, non ci riferiamo a un concetto completamente nuovo. La prima grande innovazione tecnologica nel mondo immobiliare è avvenuta con l’arrivo di portali online come casa.it, immobiliare.it o idealista.it, che solo nel 2012 avevano una media di 4 milioni di visite mensili, arrivando a circa 14 milioni nel 2017. Nonostante ciò, non ci sono stati grandi cambiamenti nel modello di negozio in questo settore. Le agenzie tradizionali hanno continuato ad adottare le loro pratiche, cambiando solamente la maniera di pubblicare gli annunci e mantenendo invariato il prezzo finale di vendita di una casa.

Le agenzie tradizionali

L’agente immobiliare si è sempre sentito comodo nel suo settore. Infatti, tutte le agenzie sopravvivono perché normalmente fanno pagare delle provvigioni che si aggirano attorno al 3%, sia per al venditore sia al compratore, per una media totale di circa 15.000 € per ogni vendita. Questo guadagno non solo permette loro di coprire le spese interne, ma anche di arricchirsi nonostante volumi di vendita molto bassi. 

L’arrivo della tecnologia e delle proptech

I tempi cambiano, e la tecnologia è uno dei fattori che provoca questo cambiamento in maniera radicale, portando soluzioni sempre più semplici, veloci ed economiche, ottimizzando le operazioni e rendendole il più trasparenti possibile. Così è come lavora una proptech, offrendo un servizio efficace, producendo risultati migliori e, soprattutto, ad un prezzo molto più basso rispetto al normale. Se da un lato vediamo una concorrenza sleale, dall’altro arriva una tecnologia che rompe gli standard tradizionali.

Alcuni esempi

Nel Regno Unito, l’agenzia immobiliare più importante è digitale. Ma ce ne sono molte altre. Per questo siamo convinti che il mercato italiano possa seguire gli stessi passi dei paesi anglosassoni, se non vuole rimanere indietro, non solo nella compravendita, ma su tutti i punti di vista del mercato immobiliare.

  • Realtà virtuale

Permetterà a venditori ed acquirenti di risparmiare migliaia di euro. Attraverso la realtà virtuale, gli immobili si potranno visitare con un visore che mostrerà il percorso all’interno di una casa senza la necessita di essere presenti fisicamente.

  • Big data

Chi non utilizza la tecnologia no potrà competere nel mercato che si sta avvicinando sempre di più. È indispensabile saper gestire immense quantità di dati per essere in grado di anticipare le tendenze.

  • Domotica

È un dato di fatto che le case, in un imminente futuro, funzioneranno attraverso l’Internet of Things, l’Intelligenza Artificiale o l’automatizzazione. Gli immobili che non saranno in grado di adattarsi a queste nuove tecnologie vedranno il loro valore abbassarsi in maniera precipitevole.

Il cambio nel nostro settore è già iniziato e non si può fermare. Ci sono solo due opzioni: cogliere l’attimo e adattarsi, o prepararsi a tempi difficili.

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Housefy: guida passo a passo per vendere la tua casa con noi

Siamo arrivati con l’obiettivo di reinventare il settore immobiliare, ma non per questo vogliamo mantenere la nostra formula al segreto! Desideriamo farvi sentir parte di Housefy e, per farci conoscere meglio, in questo post vi spieghiamo come la nostra agenzia digitale vi potrà accompagnare durante tutto il percorso di compravendita del vostro immobile.

Contatto iniziale con Housefy e valutazione

Il primo passo in assoluto è il contatto con Housefy, in cui ci presentiamo e spieghiamo chiaramente come procedere negli step successivi. Dopodiché procediamo con la valutazione dell’immobile, punto essenziale per poter procedere iniziare la vendita. Durante la valutazione ci accertiamo che l’operazione sia praticabile, cioè che si compiano tutti i requisiti legali. Se è tutto in regola, ci accordiamo sul prezzo di vendita.

Foto e pubblicazione dell’annuncio

Il seguente passo è la visita di un fotografo professionista che si incarica di valorizzare al meglio ogni profilo della tua casa. Una volta che abbiamo le foto, è tutto pronto per “dare alla luce” l’annuncio della tua casa, che pubblicheremo per te sui migliori portali immobiliari (Casa.it, Immobiliare.it, Idealista.it, ecc.) per far sì che l’inserzione sia visibile nel radar di milioni di acquirenti.

Housefy step by step

Scoring degli acquirenti e visite

Quando questi si mettono in contatto con noi, realizziamo ciò che viene definito “scoring degli acquirenti”. Più semplicemente, applichiamo un filtro e verifichiamo tutti quei compratori che sono realmente interessati, prima che si possano mettere in contatto con il proprietario. In questo modo, evitiamo perdite di tempo.

È qui che viene la parte che preferiamo. La nostra filosodia dice che “nessuno conosce la tua casa meglio di te”, perciò una volta verificati gli acquirenti, sei tu che mostri loro la tua casa. Ma non devi preoccuparti per accordare un appuntamento, per quello ci pensa Housefy e puoi gestire il tutto sul nostro portale personalizzato.

Venduto da Housefy!

A questo punto rimane solo una cosa: trovare l’acquirente perfetto. Una volta trovato, ti accompagniamo alla firma del contratto di compravendita per assicurarci che tutto il processo finisca in maniera corretta. Inoltre, non solo aiutiamo te, ma in questa fase seguiamo anche il compratore, cercando il miglior metodo di finanziamento disponibile.

Ma la parte più intrigante deve ancora arrivare, ed è la velocità del nostro servizio!

Quanto tempo impieghiamo per realizzare tutti questi step? I risultati che finora abbiamo ottenuto dimostrano che in media potrai ricevere la tua prima offerta nel giro di 20 giorni, e che in 90 la tua casa sarà venduta.

Ora che conosci perfettamente il nostro metodo e hai visto quanto semplice è, solo ti manca affidarti alle nostre mani, ed iniziare a pensare a come utilizzerai i soldi che ti facciamo risparmiare! Benvenuto!

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