Cosa si intende per abitazione principale?

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Capire cosa significa abitazione principale è importante ai fini del pagamento di alcune fondamentale imposte e tasse sulla casa, in particolare sull’IMU e la TASI. Per cui esistono deduzioni quando si calcola il pagamento delle tasse relative all’immobile di proprietà.

Per abitazione principale si intende un immobile che abbia tre principali caratteristiche:

  • Possesso
  • Residenza anagrafica
  • Dimora abituale

Ciò significa che una casa per esser considerata abitazione abituale deve essere di tua proprietà, devi avere la residenza anagrafica presso quell’immobile, e deve essere la tua dimora abituale e quella della tua famiglia, cioè devi viverci abitualmente.

Se ad esempio, hai la residenza a Torino, ma per lavoro vivi a Milano, la casa di Torino non può esser considerata abitazione abituale.

Cos’è la pertinenza di un abitazione principale?

Probabilmente, all’ora di pagare le tasse sulla casa, avrai sentito parlare di pertinenze. Si definiscono così le unità complementari all’immobile, come per esempio il box auto, la cantina o il giardino.

Per legge, secondo l’art.13comma 2del D. L. n. 201, si definiscono pertinenze dell’abitazione principale ( o dimora abituale) quelle classificate nelle categorie catastali :

  • C/2 magazzini, cantine e soffitte
  • C/6 autorimesse, garage, box auto
  • C/7 tettoie

Ai fini del pagamento dell’IMU, solo una pertinenza paga le imposte come prima casa, quindi con detrazioni fiscali. Ad esempio, se un appartamento possiede due garage, solo uno dei due pagherà l’IMU con la detrazione dell’ abitazione principale, mentre per il secondo garage si pagherà le tasse come seconda casa.

Come si dimostra la dimora abituale?

Prima di tutto raccomandiamo di recarsi nel proprio comune e accertarsi di aver compilato i moduli relativi alla casa in cui si autocertifica che il proprio immobile ha i requisiti di abitazione principale di cui abbiamo parlato sopra.

Se la dichiarazione di dimora abituale non dovesse bastare, sarà necessario dimostrare che vivi abitualmente presso quella casa. Farlo non sempre è semplice, ma una recente sentenza della cassazione, pubblicata in marzo 2019, ha espresso che le bollette delle utenze possono bastare a dimostrare il carattere abituale. Cioè consumando luce, acqua, e gas si dimostra che stiamo abitualmente vivendo presso quell’indirizzo.

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